Revisione degli estimi catastali, recapitati gli avvisi: mazzata sugli immobili

L'Agenzia del territorio sta comunicando in questi giorni ai proprietari di case e locali situati nelle zone 1 e 2 l'aumento della rendita dopo il riclassamento. La sinistra rilancia: "Scelta politica della giunta Perrone"

Una foto della conferenza della minoranza.

LECCE – In mezzo al solito mazzetto di cartoline e lettere natalizie, molti leccesi si sono visti recapitare, negli ultimi giorni, gli avvisi dell’Agenzia del territorio che certificano la revisione degli estimi e il conseguente aumento dalla rendita catastale. La conseguenza pratica è che oltre all’incremento percentuale dell’aliquota dell’Imu, stabilito dall’amministrazione comunale per altra via, ci sarà a causa della revisione stessa un tangibile incremento del valore reale dell’immobile. Il disposto combinato è una stangata – stimata in un 20 per cento in media, con punte maggiori per alloggi popolari e periferici - per tutti coloro che possiedono un’abitazione o un locale adibito ad altro uso nelle zone 1 e 2 di Lecce, che sembrano poche rispetto alle 17 esistenti, ma che comprendono oltre il 90 per cento del patrimonio immobiliare presente nel perimetro urbano.

La minoranza di Palazzo Carafa, a partire da Carlo Salvemini di Lecce Bene Comune, ha sollevato da tempo la questione portandola fino alla discussione in consiglio comunale dove, però, una sua mozione è stata bocciata. L’esponente dell’opposizione aveva chiesto al governo cittadino di ritirare la delibera con la quale, nel 2010, aveva affidato all’agenzia il compito di procedere alla revisione. Una mossa dalla conseguenze imprevedibili, se fosse stata condivisa dalla maggioranza, perché probabilmente avrebbe aperto un contenzioso con l’Agenzia del territorio (ma senza spese, trattandosi di un organo dello Stato), ma che è stata respinta in cambio dell'impegno assunto  dal sindaco, Paolo Perrone, di verificare con l’agenzia stessa la possibilità di “congelare” gli effetti della revisione o per lo meno di ritardarli di un anno.

L’intento però è naufragato, forse per mancanza di tempo, forse perché era frutto di "un’attività teatrale", come ha detto Antonio Rotundo, del Pd, che ha affiancato Salvemini nella conferenza stampa odierna, insieme ai consiglieri Paolo Foresio (Pd) e Saverio Citraro (Lbc). Sta di fatto che pochi giorni dopo la celebrazione dell’assise cittadina, l’agenzia ha iniziato ad inviare gli avvisi ai cittadini. E sono iniziati anche i dolori. Nell’incontro Salvemini ha riassunto tutte le tappe della vicenda, suggerendo anche ai leccesi di valutare tutte le strade percorribili: dalla consultazione con una delle tante associazioni di consumatori al ricorso presso la commissione tributaria provinciale perché la tenuta dal punto di vista normativo dell’attività di revisione sarebbe tutt’altro che solida.

Antonio Rotundo ha preannunciato che la minoranza chiederà il ritocco al ribasso delle aliquote dell’imposta municipale perché dal prossimo anno i proprietari possano compensare in qualche modo l’aumento delle rendite catastali.

Ma, soprattutto, Salvemini ha ribadito che quella fatta da Perrone nel 2010 è stata una scelta legittima sì, ma tutta politica, trattandosi di una facoltà e non di un obbligo, e aggiungendo che in tutta Italia sono state diciotto le amministrazioni che hanno fatto ricorso alla revisione degli estimi catastali ben sapendo che ciò avrebbe comportato un aumento della tassazione sulle tasche dei proprietari di immobili. E che la lettera che il sindaco ha scritto di recente ai suoi concittadini per spiegare la ragioni dell’aumento dell’aliquota dell’Imu è solo una caccia all’ennesimo capro espiatorio: dopo la senatrice Poli Bortone, il premier Mario Monti che ha imposto il taglio dei trasferimenti agli enti locali per salvare la tenuta dei conti pubblici.

“La sua lettera – ha scritto, tra le altre cose, il capogruppo di Lecce Bene Comune nella sua replica alla missiva del sindaco - avrebbe avuto un valore diverso se avesse spiegato, a me come a tutti i nostri concittadini, che il sacrificio oggi richiesto serviva per rimediare agli errori del passato. Di cui avverte parte della responsabilità per non aver fatto abbastanza ad evitarli. Nulla ispira le persone più della verità. Lei invece anche in questa occasione ha deciso di raccontarci una storia diversa”. 

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