Controllo delle caldaie: delibera verso il ritiro, salta verifica anticipata

Dopo il clamore suscitato dalla presa di posizione di un gruppo di lavoratori della società incaricata e l'apertura di un fascicolo d'inchiesta, l'amministrazione fa marcia indietro. Domani un incontro tra l'assessore Andrea Guido e l'azienda

Il gruppo di lavoratori in consiglio comunale.

LECCE - I dieci “dissidenti” si sono ripresentati a Palazzo Carafa. In occasione della prosecuzione del consiglio comunale interrotto venerdì, alcuni lavoratori della ditta che ha in appalto il controllo degli impianti termici sul territorio comunale di Lecce ha presidiato nuovamente i lavori dell’assise che avrebbe dovuto discutere la vicenda che li riguarda. Così alla fine non è andata perché la seduta non ha comunque esaurito tutti i punti all’ordine del giorno, tra i quali la delibera sugli accertamenti e le ispezioni per le verifiche nella case dei leccesi.

In realtà quel documento l’amministrazione ha deciso di ritirarlo e proprio dopo il clamore sollevato dai “dissidenti” - in tutto i lavoratori sono 27 - e l’apertura di un fascicolo d’inchiesta a seguito di un esposto da parte di due dipendenti (ai quali non tornavano i conti sulla sorte delle quote di trattamento di fine rapporto).  A loro non va proprio giù che l’anticipo di un semestre dei controlli venga giustificato ai cittadini con la necessità di pagare gli stipendi arretrati. E inoltre chiedono chiarezza sul futuro, posto che l’appalto  in corso scade a giugno.

Ai lavoratori risulta che domani l’assessore alle Politiche ambientali, Andrea Guido, incontrerà la Vit – la società in questione – per chiarire meglio alcuni aspetti della questione.  Al confronto loro hanno chiesto di partecipare ma la loro proposta non è stata accolta: “Ora ci chiediamo – scrivono i dieci in un comunicato -, se è vero che l’amministrazione tiene a noi lavoratori, al nostro futuro lavorativo e a far luce su tutta l’intera vicenda, perché impedirci di partecipare all’incontro di domani visto che nessuno meglio di noi, che opera all’interno dell’azienda, può dare delle risposte che evidentemente sino a questo momento sono state celate o distorte intenzionalmente”?

“Auspichiamo – si conclude la nota - che questo sia il primo passo per un ravvedimento da parte dell’amministrazione comunale sull’intenzione di voler proporre ai cittadini leccesi una delibera che penalizzerebbe economicamente non solo loro ma anche il nostro futuro lavorativo, come già ribadito in altre circostanze”.

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