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Vendita immobili comunali: "L'ex Ute faccia la stima"

Affidare la stima degli immobili messi in vendita dal Comune all'ex Ute, a garanzia d'imparzialità. E' la richiesta del Pd di Lecce, e di cui si fa portavoce il consigliere comunale Antonio Rotundo

Redazione LeccePrima10 gennaio 2011
LECCE - Affidare la stima degli immobili all'ex Ute, a garanzia d'imparzialità. E' la richiesta che arriva dal Partito democratico di Lecce, e di cui si fa portavoce il consigliere comunale Antonio Rotundo. Il Pd ritiene "molto discutibile" la scelta operata dalla giunta di centrodestra, "con il solo obiettivo di fare cassa", approvando quello che viene definito "un gigantesco piano delle alienazioni e delle valorizzazioni immobiliari che prevede la vendita di una parte consistente del patrimonio comunale". Tanto più che "nel lunghissimo elenco dei beni indicati figurano, tra l'altro, anche alcuni beni di pregio" (http://www.lecceprima.it/articolo.asp?articolo=24217).

Secondo quanto riferisce Rotundo, "dopo le aste di fine 2010 che hanno già fruttato alle casse comunali introiti per oltre un milione e mezzo di euro, si annuncia per le prossime settimane la pubblicazione di un nuovo bando per la vendita, con ogni probabilità, di altri ventisei cespiti tra terreni e fabbricati con la procedura dell'asta pubblica, tranne che per alcuni terreni minori per i quali è prevista la vendita diretta". Il portavoce dell'opposizione ricorda come già in Consiglio comunale fosse stato "presentato un ordine del giorno per impegnare la Giunta ad affidare la valutazione di congruità degli immobili da vendere all'ute, ora Agenzia del territorio". Questo, nella convinzione "che una gestione attenta ed oculata delle risorse pubbliche richieda il preciso dovere, sia politico che morale, di assicurare il massimo della trasparenza".

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Una proposta ora ribadita con forza "con l'auspicio che possa essere accolta, nella considerazione che il ricorso alle stime dell'ex Ute mette maggiormente al riparo il Comune dal rischio che gli immobili messi in vendita possano essere, da un lato, sottostimati con conseguente danno erariale per il Comune, oppure possano essere, al contrario, sopravvalutati non riuscendo così a venderli". Rotundo sottolinea inoltre come siano "ragioni che riteniamo rispondano agli interessi esclusivi dell'ente perché garantiscono maggiore imparzialità all'azione amministrativa". Da qui, la richiesta della sottoscrizione di "un'apposita convenzione per avvalersi della Agenzia del territorio per la stima degli immobili inseriti nel piano delle alienazioni". Seguendo le orme della Giunta provinciale, insomma, "che, con atto numero 244 del 6 settembre 2010 - conclude -, ha approvato una delibera simile: 'Piano delle alienazioni e delle valorizzazioni della Provincia di Lecce. Convenzione con Agenzia del Territorio. Approvazione schema e autorizzazione alla firma".

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