Sgominata banda dei furti: tra gli otto arrestati anche il custode del depuratore di Taviano

Otto arresti e nove indagati in stato di libertà: è il bilancio dell’operazione “Alì Babà”, eseguita all’alba dai carabinieri di Casarano

La conferenza stampa di questa mattina.

TAVIANO – I “ladroni” non erano 40, come nella tradizionale favola persiana, ma agivano come fossero molti di più.  Con un “curriculum” di almeno 250 furti in pochi mesi (ma ve ne sarebbero molti altri), tra la fine del 2015 e l’inizio del 2016, sono diventati l’incubo di residenti e negozianti del basso Salento. Alle prime luci del giorno, però, i carabinieri hanno sgominato la banda di ladri, in una operazione denominata “Alì Babà”: otto individui sono stati ritenuti i presunti autori di numerosi colpi nelle case di villeggiatura e ai danni degli esercizi commerciali di Taviano, Racale, Ugento e relative marine.  Per tre di loro si sono aperte le porte del carcere, altri cinque saranno ristretti agli arresti domiciliari sebbene, tre di questi, si siano al momento resi irreperibili. A finire in manette: Fabio Nobile, autotrasportatore tavianese; Gianfranco Schito, sempre tavianese e custode del depuratore di Taviano e un cittadino marocchino, Zakaria Kadim. Schito, avrebbe utilizzato proprio un fabbricato vicino al depuratore per nascondere parte della refurtiva sottratta alle vittime con l’aiuto dei suoi “soci”.

Il racconto per immagini

Colpiti dalla misura restrittiva dei domiciliari, invece: Mattia Schito e Andrea Giannelli, mentre sono tuttora ricercati Nicolas Lezzi, Danilo Manco e Mattia Greco. Ulteriori nove cittadini della zona, inoltre, sono indagati in stato di libertà, per aver supportato l’associazione a delinquere. Ed è proprio quest’ultima l’accusa con cui i carabinieri della compagnia di Casarano hanno fermato la banda: associazione a delinquere finalizzata ai furti, ricettazione ed estorsione. Nella maggior parte dei casi, infatti, i fermati avrebbero “offerto” la refurtiva alle stesse vittime, in cambio del pagamento della merce rubata. La cosiddetta tecnica del "cavallo di ritorno". Ma in diversi altri episodi, erano alcuni cittadini a rivolgersi deliberatamente all'organizzazione, per chiedere di procurare loro un elettrodomestico o un altro oggetto "usato".

L’indagine, condotta dai militari casaranesi, dai colleghi delle stazioni di Taviano, Racale e Ugento e dai colleghi del Nucleo operativo e radiomobile, coordinati dal capitano Clemente Errico, comincia a seguito di diverse denunce sporte a partire dal 2015. Gli inquirenti, nel corso di questi mesi, si sono ritrovati a deferire individui della zona per altri reati, scoprendo però, durante le perquisizioni, anche la refurtiva. Sono stati disposti diversi appostamenti e intercettazioni ambientali che si sono rivelate provvidenziali per incastrare gli autori seriali degli episodi di cronaca. Talmente tanti e tutti concentrati nell’area del Casaranese, da indurre l’amministrazione tavianese a convocare un incontro monotematico sul tema della sicurezza, lo scorso 2 ottobre, alla presenza del capo della Polizia di Stato.

Dalle case, soprattutto quelle al mare, disabitate nei mesi invernali, è stato portato via di tutto: numerose giare in terracotta, condizionatori, attrezzi agricoli o altra strumentazione di lavoro e persino armi. In un caso una pistola legalmente detenuta, della quale non vi è al momento traccia. In un altro, un fucile, poi rinvenuto dagli investigatori dell’Arma. Saccheggio dopo saccheggio, i militari dell’Arma hanno cominciato a recuperare indizia da episodi anche minori e apparentemente insignificanti. E nonostante i cittadini, scoprendo il furto nella casa al mare diverse settimane dopo, rinunciassero persino a denunciare.

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Video: l'operazione Alì Babà scatta alle prime ore del giorno

Ai progetti criminali pianificati dall’organizzazione, della quale Nobile, Schito e Kadim sarebbero i vertici, avrebbero anche preso parte parenti, figli di conviventi e persone vicine alle proprie famiglie. Tutti quanti poi iscritti nel registro degli indagati dopo il blitz scattato all’alba. Le misure sono state richieste dal pm presso la Procura della Repubblica di Lecce, Paola Guglielmi e disposte dal gip, Giovanni Gallo. All’attività hanno anche offerto il supporto i carabinieri del sesto Nucleo elicotteri, i quali hanno eseguito una ricognizione aerea per “mappare” le zone colpite dalla banda. Hanno inoltre partecipato anche i colleghi dei Nuclei cinofili, per stanare eventuali quantità di sostanza stupefacente, al momento non rinvenuta. Un piccolo episodio, quanto meno a lieto fine: i carabinieri, in un caso, hanno raggiunto una anziana vittima di un furto, per restituirle il maltolto. Si trattava di un’antica giara, del cui furto la donna non si era neppure resa conto, essendo stata colpita da poco da un lutto. Un gesto minimo, che ha quanto meno restituito, anche solo per un attimo,  il sorriso alla malcapitata.

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