Ville al mare come centrali di smistamento: sequestrati due quintali e mezzo di marijuana

Tre individui sono stati arrestati dai carabinieri nel corso di un servizio antidroga: tra vetture e due abitazioni a Torre Chianca, rinvenuti 254 chili di stupefacente

Il carico sequestrato sull'Adriatico

TORRE CHIANCA (Lecce) – Il suq della droga con vista mare. Maxi sequestro di droga sul litorale leccese: in tre finiscono in manette in flagranza di reato. Oltre 250 chilogrammi di marijuana sono stati recuperati dai carabinieri del Nucleo investigativo del reparto operativo di Lecce, nel corso della mattinata. I militari, coordinati dal maggiore Paolo Nichilo e dal colonnello Pasquale Montemurro, hanno tratto in arresto i seguenti individui: Salvatore Lograno, un 43enne residente a Brindisi; Renato Uku, 36enne di origini albanesi ma residente a Certaldo, in provincia di Firenze e Oltion Proko, 29enne nato e residente a Valona.

Lograno è stato fermato dagli uomini dell’Arma per un controllo stradale, durante un servizio antidroga. Il 43enne si trovava a bordo di una Mazda 5, immediatamente perquisita. All’interno dell’abitacolo, gli inquirenti hanno rinvenuto 50 confezioni di “erba”, per un totale di 54 chili. Il valore è di svariate migliaia di euro. Un’ispezione è scattata, nell’immediato, anche in due villette usate dall’uomo a Torre Chianca, la marina leccese. La conferma non ha tardato ad arrivare: all’interno, altre 123 confezioni con due quintali della stessa sostanza stupefacente.

L’attività investigativa dell’Arma ha consentito di bloccare, nelle immediate vicinanze alla zona del posto di controllo, un’altra autovettura, una Nissan Note di proprietà dello stesso 43enne, ora difeso dagli avvocati Umberto Bisciotti e Rocco Vincenti. La vettura, condotta dai due individui, poi finiti nei guai per gli stessi reati. Lo stupefacente e i veicoli, al termine degli accertamenti, sono stati posti sotto sequestro. I tre, su disposizione del magistrato di turno presso la Procura della Repubblica di Lecce, Maria Consolata Moschettini, sono stati accompagnati nel carcere di Borgo San Nicola. Sono in corso ulteriori indagini per accertare la provenienza di quella sostanza - con ogni probabilità dalle sponde balcaniche-  e la destinazione dell’ingente carico. Se immesso sul mercato dello spaccio locale, avrebbe fruttato cifre da capogiro.

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