“‘900 in Italia. Da De Chirico a Fontana”: la chiusura della mostra slitta al 4 novembre

Il prestigioso percorso espositivo, all’interno del Castello Aragonese di Otranto, resterà visitabile per più di un’altra settimana. Capolavori internazionali

Uno scorcio del percorso espositivo.

OTRANTO – C’è ancora tempo per visitala. Il Comune e Theutra hanno fatto sapere che la chiusura della grande mostra “‘900 in Italia. Da De Chirico a Fontana”, inizialmente prevista per il 21 ottobre, è stata rinviata al 4 novembre. La mostra è stata concepita come una ricognizione sulla storia dell’arte del secolo scorso attraverso l’esposizione di oltre quaranta opere, alcune delle quali inedite, di riconosciuti maestri, tra i quali Renato Guttuso, Mario Schifano, Mimmo Rotella, Jannis Kounellis, Fausto Melotti, Achille Perilli e Michelangelo Pistoletto, provenienti da collezioni private italiane.

Il progetto espositivo, curato da Luca Barsi e Lorenzo Madaro, si propone di indagare un secolo straordinario per l’arte e la cultura italiana nelle sue declinazioni più sofisticate, dalla Metafisica all’astrazione di Forma 1, dall’Informale alla Pop Art, dall’Arte Povera alla Transavanguardia, ovvero i maggiori movimenti che hanno costellato il secolo scorso, anche nel contesto internazionale.  Artisti storicizzati, protagonisti delle pagine più significative della storia dell’arte nazionale e internazionale, hanno contribuito alle grandi rivoluzioni artistiche del ventesimo secolo e alla storia delle immagini e della forma, attraverso ricerche sperimentali, idee pionieristiche e relazioni intellettuali con poeti, scrittori e musicisti, all’insegna di un dialogo fervido indirizzato alla costruzione di quell’immaginario sfaccettato che è il Novecento nella sua totalità.

Le sale espositive del Castello Aragonese sono così al centro di un ambizioso progetto espositivo, composto da singole sezioni, in cui saranno raccolti nuclei specifici di opere legate tra loro da connessioni intellettuali, visive e quindi non soltanto cronologiche. Il progetto allestitivo, curato dagli architetti Francesca Fiore e Lorenzo Spagnolo, si propone di essere fruito da un vasto pubblico di non addetti ai lavori, perciò al suo interno ospita anche un ampio e fruibile apparato didattico che consentirà a tutti i visitatori (anche attraverso video e materiali multimediali) di immergersi nelle opere con più consapevolezza.  La mostra è accompagnata da una pubblicazione, disponibile nel bookshop del castello, edita da Theutra.

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