Via col chilo di droga: guai per il meccanico coinvolto nell’indagine su omicidio Durini

Il 51enne, additato ingiustamente di aver ucciso la ragazzina di Specchia, arrestato: oltre alla droga, targa rubata, senza assicurazione e animali “illegali” in casa

Il materiale sequestrato dai carabinieri.

PATÙ – Alla vista dei carabinieri, tenta la fuga in scooter ma viene arrestato poco dopo perché trovato con un chilogrammo di marijuana. Il protagonista della vicenda, accaduta nelle ultime ore, è Fausto Nicolì, il 51enne di Patù, noto alle cronache locale per essere stato coinvolto nell’indagine sull’omicidio di Noemi Durini, l’adolescente di Specchia massacrata nell’estate del 2017. Il meccanico, accusato ingiustamente dell’uccisione dal 19enne di Montesardo (e al contempo rinviato a giudizio il mese scorso per aver aggredito lo zio della ragazzina uccisa), è stato fermato nelle prime ore della mattina dai carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Tricase e dai colleghi di Castrignano del Capo.

Durante il controllo, i militari lo hanno tenuto sotto osservazione già all’esterno della sua abitazione, dotata di impianto di videosorveglianza.  Dopo aver scorto le forze dell’ordine, e nonostante la patente revocata, si è però messo alla guida di un maxi scooter privo di assicurazione fuggendo in direzione di Morciano di Leuca. Il meccanico ha per giunta creato un serio pericolo per gli automobilisti. È stato finalmente bloccato dagli uomini dell’Arma dopo circa quattro chilometri di spericolata corsa su strada: durante la perquisizione è stato trovato in possesso di un involucro di cellophane trasparente contenente poco più di un chilo di marijuana.  E non è tutto. Durante l’ispezione in casa, infatti, i militari hanno anche rinvenuto un altro grammo di droga. Inoltre, sullo scooter aveva applicato la targa di un ciclomotore smarrito e denunciato presso la caserma di Salve. Ma le scoperte dei carabinieri non si sono esaurite lì.NICOLI' FAUSTO-3

Nel cortile dell’appartamento del 51enne, due cani di razza “Pitbull” senza microchip e sei tartarughe di grandi dimensioni e di razza protetta, sono stati sequestrati dai militari e consegnati alle guardie zoofile e ai carabinieri del raggruppamento Cites di Bari per i successivi accertamenti. Sigilli anche al motoveicolo, alla targa e alla sostanza stupefacente. Il meccanico veretino dovrà ora rispondere dei reati di detenzione di droga finalizzata allo spaccio, resistenza a pubblico ufficiale e ricettazione. Al termine delle formalità di rito, è stato accompagnato nel carcere di Lecce, su disposizione del pm di turno presso la Procura della Repubblica di Lecce.

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