Ditta accusata di essere in odor di mafia: disposto dissequestro dei beni

Dopo i sigilli di ottobre ai conti della srl riconducibile ai fratelli De Lorenzis, la Corte d’Appello ha disposto la revoca del sequestro

Foto di repertorio.

LECCE – Revocato il sequestro di quote e beni aziendali per sette milioni di euro della Oxo Games srl con sede a Melissano, scattato nel mese di ottobre durante un’indagine condotta dalla guardia di finanza e denominata “Hydra”. Lo ha stabilito in giornata la Corte d’appello di Lecce, dissequestrando quanto sottoposto ai sigilli in precedenza.

La società, finita nel mirino in una seconda tranche investigativa, era stata infatti ritenuta dal Tribunale del capoluogo salentino riconducibile ai fratelli De Lorenzis. L’impugnazione avverso il provvedimento di sequestro dello scorso 21 ottobre è stata proposta dagli attuali 12 proprietari delle quote societarie,  dal precedente proprietario, Fabio Forti e dai fratelli De Lorenzis: questi ultimi – pur non vantando alcun diritto reale sui beni in sequestro – hanno voluto, attraverso i propri legali, dimostrare la propria estraneità ai fatti contestati.

La motivazione del provvedimento della Corte si fonda sulla verificata incompletezza ed erroneità degli accertamenti compiuti dalle fiamme gialle Finanza. Quote e beni aziendali della società melissanese sono stati completamente dissequestrati, dal momento che, ancora una volta, non è stata fornita la prova in merito agli investimenti dei fratelli De Lorenzis nell’ambito della compagine societaria.

Il collegio difensivo è composto per gli attuali 12 proprietari delle quote societarie, dagli avvocati Michele Bonsegna, Mercedes Salento, Francesco Cavallo e Angelo Mattia Greco.
I fratelli De Lorenzis sono assistiti dai legali Gabriella Mastrolia, Francesco Fasano, Ladislao Massari e Francesco Paolo Sisto. Per il terzo, Fabio Forti, è intervenuto l’avvocato Pietro Nocita.

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