Aggressione a coltellate per le vie del paese, resta in carcere il barista arrestato

Il gip Vincenzo Brancato ha convalidato il fermo di Luigi De Pascalis, il 52enne di Palmariggi, titolare di un bar del centro, finito in manette nella giornata di venerdì per il tentato omicidio di Angelo De Pascalis, un 35enne del luogo. La decisione è scaturita nell'ambito dell'interrogatorio che si è svolto questa mattina

Alcune tracce dell'accoltellamento

LECCE – Si è trasformato in una lunga serie di non ricordo e risposte lacunose l’interrogatorio di Luigi De Pascalis, il 52enne di Palmariggi, titolare del bar “Arco” (nei pressi della piazza del paese), arrestato venerdì scorso per il tentato omicidio di Angelo De Pascalis, 35enne (ex paracadutista dell'Esercito, dove è rimasto in servizio per circa otto anni). Al termine dell’udienza il gip Vincenzo Brancato ha convalidato l'arresto del 52enne, che resta dunque in carcere.

Tra i due venerdì sarebbe scoppiato un litigio, al culmine del quale Luigi De Pascalis avrebbe sferrato quattro fendenti con una lama di 12 centimetri, colpendo il 35enne a una gamba, al costato, all'addome e all’altezza del torace. Al gip l’aggressore, assistito dall’avvocato Luigi Corvaglia, ha detto però di non ricordare nulla di quel tragico pomeriggio di sangue.

Non è ancora dato conoscere le precise cause del diverbio degenerato in cieca violenza ma, dalle prime ricostruzioni, sembrerebbe che il barista abbia imputato, in più occasioni, provocazioni e dispetti all’accoltellato (nonostante l’omonimia, i due non sono legati da vincoli di parentela) e che abbia reagito istintivamente, senza badare alle conseguenze. Le indagini sono condotte dai carabinieri della stazione di Bagnolo del Salento e dai colleghi della compagnia di Maglie, coordinati dal pm di turno, Roberta Licci. Gli inquirenti sono al lavoro per risalire ai motivi di un simile gesto, al momento ricercati tra le pieghe di vicende personali, forse dettate da futili cause.

Un altro aspetto, non di poco conto, al vaglio degli investigatori, riguarda la lama utilizzata per il ferimento: nel corso delle prossime ore, infatti, spetterà ai militari stabilire se Luigi De Pascalis avesse già un coltello a portata di mano al momento dell'incontro con l'ex paracadutista o se, piuttosto, sia rientrato appositamente in casa a recuperare l'arma bianca, alla vista del 35enne. Un ulteriore dettaglio sul quale i carabinieri cercheranno di fare chiarezza, del resto, riguarda proprio il motivo per cui la vittima del gesto si trovasse nei pressi dell'abitazione del suo aggressore. 

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