Un piccolo arsenale e droga a chili. A caccia di riscontri dopo gli attentati in serie

Ettore Costantini, 33 anni, leccese, era già seguito dalla polizia. Ieri il suo arresto. In un garage cocaina e marijuana in grande quantità, ma anche un fucile a pompa, un revolver 44 magnum ed una pistola mitragliatrice Uzi calibro 9X21. Le indagini della squadra mobile sono ora frenetiche

LECCE – Non si è fatta attendere la risposta della squadra mobile all’ondata di attentati ed episodi delittuosi che negli ultimi tempi si sono verificati in città. A finire nel mirino della criminalità sono stati, soltanto nei giorni scorsi, il negozio “Isola” e la pizzeria “La Diavola”. Episodi ai quali ha fatto seguito l’intimidazione ad Alfredo Prete, presidente della Camera di commercio: proiettili in busta davanti al suo lido balneare di San Cataldo. Caso, comunque, che sarebbe a sé stante e non ricollegabile ai primi.

Gli agenti della mobile, guidati dal vicequestore Sabrina Manzone, hanno avviato controlli e servizi di pattugliamento per scongiurare nuovi attentati e arrestare gli autori degli ultimi episodi.

Controllo del territorio e indagini serrate dunque, valutando e analizzando ogni singolo elemento e ogni possibile collegamento, attraverso riscontri incrociati e lo sguardo vigile sui soggetti “pericolosi”.

Le ultime operazioni hanno, infatti, creato una sorta di vuoto di potere nella criminalità locale, creando al tempo stesso la necessità di reperire denaro necessario agli arrestati e alle loro famiglie, e al sostentamento dei latitanti (Daniele De Matteis, Francesco Mungelli e Alessandro Greco). Denaro che, oltre al sempre fiorente mercato della droga, la criminalità cerca di reperire attraverso il racket e richieste di denaro sempre più pressanti.

Le strategie investigative hanno portato a un primo importante risultato con l’arresto di Ettore Costantini, 33 anni, leccese, nome e volto già noto alle cronache (ieri le prime anticipazioni). Pur non essendo, per ora, direttamente legato agli attentati (non vi sono al momento riscontri in tal senso), il 33enne è stato il primo a finire in manette nell’ambito delle indagini sui colpi di pistola sparati negli ultimi giorni.

Su di lui, già da alcuni giorni, si erano concentrate le attenzioni degli uomini della sezione antidroga. Gli agenti, alcuni giorni fa, hanno notato Costantini entrare in un garage di via Vecchia Frigole, lontano dalla sua abitazione. Il locale è stato continuamente monitorato sino alla sera del 30 aprile quando, a bordo di una Citroen C4, il 33ene è tornato nel garage, uscendone dopo pochi minuti. In pochi istanti gli uomini dell’antidroga sono intervenuti, bloccando Costantini, che nella tasca destra del giubbotto nascondeva un involucro contenente 52,4 grammi di cocaina. Un ritrovamento che ha fatto scattare la successiva perquisizione del garage.

La polizia ha scoperto un piccolo arsenale e un sorta di bazar della droga. Nel garage, infatti, erano nascosti altri 500 grammi di cocaina, mille e 84 di marijuana e 126 di hashish ed un bilancino elettronico. All’interno della sua abitazione, inoltre, sono sequestrati alcuni rotoli di nastro adesivo, ritagli di cellophane di forma circolare, alcuni dei quali con evidenti tracce di polvere bianca, presumibilmente utilizzati per il confezionamento delle singole dosi di stupefacente. Il 33enne è stato trovato in possesso anche della somma di 780 euro in contanti che gli investigatori ritengono possano essere provento dello spaccio.

Nascosti in alcuni borsoni vi erano anche un fucile a pompa “Smith & Wesson” calibro 12 (risultato rubato a Squinzano), un revolver calibro 44 magnum (con matricola abrasa) ed una pistola mitragliatrice Uzi calibro 9X21, oltre a numerose munizioni calibro 12, 22, 7.65, 38 e cartucce a pallettoni.

Su di esse saranno compiuti i rilievi balistici per accertare se siano state utilizzate nel corso di azioni criminose. In particolare bisognerà verificare se le armi sequestrate siano state utilizzate nei recenti attentati contro esercizi commerciali del centro cittadino.

(Guarda il video dell'accesso nel garage)

All’interno del garage erano custodite anche tre moto: una da cross Yamaha; uno scooter marca Piaggio, modello Liberty 125, di colore blu; e una Vespa Piaggio 50, di colore nero. Costantini era in possesso anche di una paletta segnaletica con la scritta “Ministero della Difesa - Carabinieri”, presumibilmente utilizzata per muoversi con più libertà sottraendosi ad eventuali controlli di polizia. L’uomo è assistito dall’avvocato Antonio Savoia.

Quello di Costantini, come detto, è un nome già familiare alle cronache giudiziarie. Soggetto ritenuto vicino a Pasquale Briganti, capo dell’omonimo clan, è stato arrestato il 16 novembre del 2007 con altre due persone, perché trovate in possesso cocaina, hashish e marijuana. E’ stato uno degli oltre 60 imputati (accusati a vario titolo, di associazione per delinquere di stampo mafioso, finalizzata al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti, ed estorsioni aggravate dal metodo mafioso) coinvolti nel processo scaturito dall’operazione "Augusta". Processo in cui è però stato assolto. Su di lui pende in Cassazione una condanna a 4 anni di reclusione per droga.

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