La strana moria di gatti fra la colonia del cimitero, si teme l'avvelenamento

Sopralluogo della polizia locale e dell'assessore. E le volontarie, tramite avvocato, presenteranno una denuncia in Procura

Un gatto della colonia si avvicina al corpo di un compagno di giochi senza vita.

LECCE – Il corpo è immobile da ore. Un gruppo di gatti della colonia l’osserva da una religiosa distanza. Poi, un micio dal manto bianco e con una macchia marrone sulla testa, più intrepido, ha un sussulto di coraggio felino e si avvicina con passo silenzioso. Per un attimo sembra quasi voglia accudire il compagno di avventure che non respira più. Si ferma, lo annusa, lo studia. Resta così, sovrappensiero, indeciso, per qualche minuto. Quindi, nota un piccolo assembramento di umani e si mette incuriosito alle spalle di una vigilessa. “Parlano di noi”, sembra pensare.

Una lacrima riga il volto di una volontaria, mentre racconta all’agente di polizia locale e a una delle guardie ecozoofile ambientali comunali, del ritrovamento di quattro gatti morti. C’è l’assessore comunale Silvia Miglietta, accanto, venuta per un sopralluogo, e c’è l’avvocato Francesco Toto, in rappresentanza del gruppo di volontarie che si ritrova sotto il nome di “A-mici della colonia felina del cimitero di Lecce”. Presto, spiegano, si riuniranno anche in una vera e propria associazione. Per avere più voce, più forza.

Una cosa è certa. Hanno deciso di passare all’azione, alla denuncia vera e propria. Si fa sul serio, perché di gatti senza vita, ultimamente, se ne stanno trovando troppi, nel cimitero. Microchip e un piccolo taglio sull’orecchio per essere riconoscibili, la colonia comunale sta diminuendo di numero con troppa rapidità. Certo, qualcuno rischia sempre di restare investito da un’auto, ma già il 20 dicembre era stato avvisato via mail l’Ufficio ambiente del rinvenimento di altri quattro felini senza vita.

Otto a distanza di pochi giorni. Un’escalation a di poco anomala. E allora, o c’è qualche epidemia, un virus, ma nessuno sembra davvero credere a una malattia fulminante, oppure qualcuno li sta avvelenando in maniera deliberata. E c’è bisogno di una vera e propria autopsia, a questo punto. Per fugare i dubbi. Sarà avvisato il personale veterinario dell'Asl. E intanto, c’è voglia anche di procedere senza più alcun indugio, per dare un segnale. Così, ora c’è un verbale stilato dalla polizia locale, con sopralluogo e foto del luogo del ritrovamento dei gatti, e ci sarà presto anche una denuncia in Procura che produrrà l’avvocato Toto.

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Sospetti e ipotesi, anche la sensazione che in qualche caso i gatti siano stati malmenati: spesso ne hanno parlato fra loro, le volontarie, ma ora è venuto il momento di fare chiarezza. Perché, si sa, l’odio per gli animali, in questo caso del tutto indifesi, è un fenomeno preoccupante. “E chi fa del male agli animali, può essere pericoloso anche per gli uomini, porta con sé un’indole violenta, aggressiva”, sottolinea l’avvocato Toto. E poi, c’è sempre il rischio che altri animali, per esempio cani al guinzaglio dei loro padroni, si fermino a mangiare qualche boccone avvelenato rimasto in giro. Insomma, danni collaterali da zona contaminata.  

Paola Centini, delegata ai rapporti con la stampa per le volontarie della colonia felina, sintetizza quanto avvenuto. “Facciamo due giri quotidiani per la pappa, un turno di mattina e uno pomeridiano. Nel primo turno, questa mattina, due volontarie hanno trovato quattro gatti morti all’ingresso, nei pressi delle cucce collocate accanto al muro di cinta che separa il cimitero dal Parco di Belloluogo. Alcuni avevano schiuma alla bocca”.

Come detto, si aggiungono agli altri quattro ritrovati senza vita nei giorni precedenti. “Anche questi in circostanze da accertare. E uno aveva sempre la schiuma alla bocca”. “Non c’erano segni evidenti di malattia, né di traumi”, aggiunge Paola Centini. “Una forma virale? Ci abbiamo pensato. Ma sono tutti gatti costantemente monitorati. Se ce n‘è uno che non sta bene, ce ne accorgiamo subito. E seguiamo la prassi. Avvisiamo la polizia locale e lo portiamo dal veterinario”.

Oggi, al secondo ritrovamento di un gruppo di felini morti, le volontarie hanno iniziato a prendere nota di tutti gli indizi possibili. “C’erano residui di cibo che non è stato portato da noi. Usiamo solo alimenti per animali, non portiamo polpette o avanzi”. Ma è pur vero che anche altri cittadini amano portare damangiare ai gatti, in autonomia. Insomma, è bene fare tutte le analisi, prima di tirare le somme.  “Però in passato abbiamo trovato anche gatti feriti”, aggiunge la delegata. “Li abbiamo portati da una veterinaria, che ha riscontrato segni di percosse”.

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Le cucce attuali sono di fortuna, ma presto ne arriveranno trentotto, acquistate dal Comune. Saranno smistate nelle varie postazioni interne al cimitero leccese. Le stesse volontarie si sono battute per questo risultato, in modo da rendere più gradevole e decorosa la situazione. Si sa, non tutti amano gli animali, e qualcuno potrebbe infastidirsi nel vedere cucce rivestite di plastica, o cibo sparso portato saltuariamente da altre persone con piattini. Ma davvero, ci si chiede, si può arrivare a uccidere per questo? 

Una cosa è certa. I problemi, nel cimitero, non mancano. E al momento non c’è nemmeno una copertura di videocamere. Senza parlare di furti o altri episodi (ma basterebbe ricordare qualche scippo, uno, all’inizio dell’anno molto violento, con una donna rimasta ferita alla testa), e rimanendo in tema di animali, avvengono ritrovamenti sconcertanti, come ricordato dall’assessore Miglietta. A volte, magari dentro scatole, ecco spuntare carcasse di gatti e cani domestici, abbandonati da chi, dopo averli avuti come amici per anni in casa, non volendo pagare lo smaltimento, preferisce liberarsene in questo modo. E sì che il cimitero è il luogo per definizione deputato alla sepoltura di chi non c’è più. Ma c’è un limite a tutto.  

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