Pistola carica nella cintola e droga, resta in carcere. L'amico passa ai domiciliari

I due, di San Cesario, erano stati fermati dai carabinieri. Ingrosso scarcerato, Luperto per ora rimane a Borgo San Nicola

LECCE – Il giudice Michele Toriello ha convalidato questa mattina gli arresti di Mirko Vincenzo Ingrosso, 31enne, e Simone Luperto, 28enne, entrambi di San Cesario di Lecce. I due – difesi rispettivamente dagli avvocati Giuseppe Milli e Laura Minosi - erano stati fermati per un controllo nella tarda serata del 31 gennaio a bordo di una Fiat Grande Punto di proprietà di Luperto e condotta sempre da quest'ultimo.

I militari della stazione di San Cesario, durante una perquisizione, avevano trovato addosso a Luperto una pistola  Beretta calibro 7.65, completa di caricatore e contenente quattro cartucce. Estendendo i controlli nelle abitazioni, era poi spuntata diversa sostanza stupefacente  a carico di entrambi.

In casa di Ingrosso, i carabinieri avevano trovato 1,5 grammi di cocaina e 100 di marijuana, più un bilancino di precisione, altro materiale e quasi 3mila e 500 euro, accusandolo, quindi, anche di detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti. Circa la cocaina, Ingrosso ha però spiegato al giudice che era esclusivamente per uso personale. Al termine dell’udienza, il 31enne, che è incensurato (era imputato nell’operazione “Pozzino”, e, ironia della sorte, proprio oggi è stato assolto), ha ottenuto il beneficio degli arresti domiciliari.

Diversamente è andata a Luperto, che per ora resta nel carcere di Borgo San Nicola. Oltre al fatto di girare armato di pistola, anche a lui è stato contestato lo spaccio, perché in casa i militari hanno trovato 18 grammi di cocaina, tre bilancini di precisione, altro materiale e 290 euro. Quella sera, con i due, c'era anche un terzo giovane, per il quale non è stato assunto alcun provvedimento penale. In casa, infatti, i carabinieri avevao trovato solo un modico quantitativo di marijuana, giudicato per uso personale. 

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