"Manifestazioni d'interesse a rilevare i negozi": Durigon apre spiragli per Mercatone Uno

Il sottosegretario al Lavoro a un confronto con i lavoratori: "Il tribunale deciderà sulla cassa integrazione; valutiamo le proposte che stanno arrivando"

In foto, al centro, il sottosegretario con il senatore Marti e il sindaco Coppola

LECCE – L'impegno del governo per la vertenza Mercatone Uno è assicurata, sia sul profilo del sostegno economico, sia nella prospettiva di salvaguardare il posto di lavoro.

Queste almeno sono le intenzioni del sottosegretario al Lavoro, Claudio Durigon che ha incontrato una delegazione dei lavoratori del punto vendita di San Cesario presso il municipio locale. Con lui anche il senatore Roberto Marti.

L'invito è arrivato dal sindaco Fernando Coppola che sperava di ottenere novità significative così da continuare a sperare in una svolta positiva. Da circa due mesi, infatti, 123 dipendenti di tutti i punti vendita salentini sono rimasti senza salario. E, per onorare i pagamenti di mutui e finanziamenti, attendono l'erogazione degli ammortizzatori sociali: l'ultima parola spetta però al tribunale di Bologna e i tempi burocratici sembrano destinati ad allungarsi.

L'impasse nel Salento ha toccato tutti i negozi del marchio, dopo l'annuncio shock del fallimento della società che aveva rilevato l'attività nell'agosto 2018. Shernon Holding srl ha presentato richiesta di concordato preventivo al tribunale di Milano, aprendo una voragine occupazionale che pesa, più gravemente, sul punto vendita di San Cesario, ormai chiuso per via di uno sfratto esecutivo.

“Il nostro terrore è che, qualunque sia la soluzione scelta che passi dalla vendita ad uno o più acquirenti fino all'esercizio provvisorio, chi arriverà qui troverà 43 dipendenti per strada e sprovvisti di una sede fisica”, hanno denunciato i dipendenti.

Preoccupazioni ampiamente condivise dal sindaco: “Questo è un duro colpo per la comunità che ha già pagato un prezzo pesante quando, diversi anni fa, l'ex ipermercato Billa lasciò a casa decine di famiglie. Non vogliamo rivedere un film già visto: noi faremo la nostra parte, mi auguro che le istituzioni facciano altrettanto. Già in occasione dello sfratto ho scritto ai proprietari del negozio, al prefetto di Lecce ed al Mise affinché il Comune di San Cesario diventasse parte attiva nella trattativa. Ma, ad oggi, non ho ricevuto alcuna risposta”.

Al netto di tutte le doverose cautele, però, qualche spiraglio squarcia il buio: “Esiste la disponibilità di alcuni soggetti imprenditoriali che sembrano intenzionati a salvaguardare sia i livelli occupazionali, sia gli acquirenti di Mercatone Uno. Ho già chiesto ai commissari di fornirmi una relazione precisa sulla vertenza per capire come muovermi”, ha spiegato Durigon.

E, in risposta agli inevitabili appunti dei sindacati riguardo alla scarsa attendibilità del gruppo Shernon, il sottosegretario ha replicato così: “La sfiducia è comprensibile perciò vi chiedo un parere riguardo al nuovo, possibile acquirente: se è il soggetto sbagliato, non firmeremo alcun accordo”.

Nell'immediato, il salvagente più utile ai lavoratori rimane quello degli ammortizzatori sociali: “Il giudice di Bologna dovrà decidere se concedere la cassa integrazione per cessazione o per ristrutturazione: si apriranno due percorsi diversi, con tempi diversi che non possiamo accelerare più di tanto. In base alla decisione del tribunale poi chiameremo i proprietari dell'immobile per chiedere di temporeggiare in vista delle nuove manifestazioni di interesse a rilevare i negozi”, ha concluso l'esponente dell'esecutivo.

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