Turismo, niente male. Ma il gap con le mete italiane più ambite resta grande

Dai dati di Pugliapromozione emerge un trend positivo, ma dal rapporto Istat anche la consapevolezza di un ritardo significativo

LECCE – Il turismo in Puglia cresce, ma tra le prime 50 destinazioni in Italia compare solo Vieste (24esimo posto). Incrociando i dati di Pugliapromozione con il report annuale di Istat, per il 2015, emerge un quadro senza dubbio incoraggiante ma con ampi margini di miglioramento che per il momento suggeriscono prudenza rispetto alle sortite trionfalistiche che ogni tanto si sentono.

Rispetto al 2014 gli arrivi (cioè i turisti) sono aumentati del 5 per cento, le presenze (i pernottamenti) quasi del 2, con performance ancora migliori considerando gli stranieri: 10 per cento in più tra gli arrivi, 5 tra le presenze. Sono segnali di un trend positivo in atto da tempo, ma la strada da percorrere è ancora molto lunga.

Un esempio: se in dodici mesi a Lecce sono state circa 565 mila le presenze – cioè i pernottamenti nelle strutture alberghiere ed extralberghiere -, a Rimini sono state quasi sette milioni (più altrettanto tra Riccione, Cattolica e Bellaria nella stessa provincia), a Pisa 1,7 milioni, a Siena poco più di un milione. Naturalmente non si prendono nemmeno in considerazione le destinazioni big, come Roma, Venezia e Firenze.

La Puglia, sul totale nazionale, raccoglie il 3,4 per cento delle presenze italiane e straniere (il Veneto, primo, ha il 16,1 mentre la Toscana l’11,3) e si colloca, nel Mezzogiorno, dietro a Campania (4,8) e Sicilia (3,7). Considerando il mercato domestico la percentuale è del 5,4 ma guardando quello internazionale è dell’1,4.

In valore assoluto sul territorio pugliese nel 2015 sono stati 3,5 milioni gli arrivi (i turisti registrati) per 13,5 miiloni di presenze con una permanenza media di 4 notti (il 70 per cento da giugno ad agosto). Un incremento significativo si è avuto nel settore extralberghiero con l’11,8 per cento in più di arrivi e 5,1 di presenze.

E’ la provincia di Lecce la prima nella regione con il 27 per cento del totale degli arrivi e il 32 delle presenze (insieme a quella di Foggia). La città pugliese che registra il maggiori numero di arrivi è Bari con 340mila unità, seguita da Vieste con 275mila e Lecce con 234 mila. Dopo San Giovanni Rotondo e Fasano ci sono Otranto con 130mila e Gallipoli e Ugento con 103mila. Considerando le presenze Vieste è la prima, Ugento la seconda con 800mila, Otranto ne ha registrate 691mila, Lecce 565mila, Gallipoli 480mila. E’ chiaro che accanto a questi numeri ufficiali ci sono quelli del sommerso, ma questo è un altro problema.

Bari è la città con più arrivi stranieri, circa 100mila, quindi Lecce con 60mila (ma il capoluogo salentino si rifà con le preferenze degli stessi pugliesi, degli inglesi e degl statunitensi). Nella provincia di Lecce il mercato non domestico si colloca poco al di sotto della media regionale che è del 21 per cento per gli arrivi e del 19 per le presenze. Un criterio considerato nello studio dell'Osservatorio turistico regionale è anche il cosiddetto tasso di turisticità che riguarda il numero di turisti ogni mille abitanti: a Lecce la media è di 15 con il picco di 62 ad agosto.

Le dichiarazioni

I dati diffusi nel corso di Buy Puglia 2016, oggi a Bari, sono stati oggetto di commento e di analisi. Per Loredana Capone, assessore all’Industria Turistica e Culturale, "se guardiamo al trend di lungo periodo, dal 2007 i flussi turistici internazionali sono cresciuti in Puglia  del 60 per cento mentre il tasso di internazionalizzazione degli arrivi è passato dal 15 del 2007 al 21 del 2015. Esistono ampi margini di sviluppo sui mercati esteri  visto che siamo ancora lontani dal tasso di internazionalizzazione italiano: 21 per cento della Puglia contro il 49 dell’Italia. Il momento è più che favorevole.  Il turismo  internazionale mostra una grande vivacità e fra le tendenze si nota, grazie anche all’incremento dei voli low-cost, una decisa preferenza per gli short break in luoghi autentici, fuori dai circuiti di massa e in periodi di minor afflusso turistico”.

Soddisfatto si è dichiarato Giuseppe Acierno, amministratore delegato Aeroporti di Puglia: “Il traffico aereo in Puglia cresce a ritmi più alti rispetto alla media nazionale e gli eccellenti risultati conseguiti fanno guardare con fiducia alla concreta possibilità di superare a fine dell’anno il già ottimo consuntivo del 2015. Il nostro sguardo, tuttavia, è già proiettato alla programmazione del prossimo anno, obiettivo al quale stiamo lavorando con grande intensità, specie per il rafforzamento dei collegamenti internazionali: è questo, infatti, il settore con il più alto potenziale di crescita, che ha già portato alla Puglia e alla sua rete aeroportuale enormi benefici sul piano dello sviluppo e che riteniamo tanti altri possa portarne in futuro”.

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