Koreja: atteso ritorno per Raffaella Giordano

  • Dove
    Cantieri Teatrali Koreja
    Indirizzo non disponibile
  • Quando
    Dal 30/03/2019 al 30/03/2019
    20.45
  • Prezzo
    Prezzo non disponibile
  • Altre Informazioni

Sabato 30 marzo, a partire dalle ore 20.45, i Cantieri Teatrali Koreja si fanno tempio della danza con il secondo appuntamento di Open Dance, la rassegna dedicata alla danza contemporanea che, da quest’anno trova spazio all’interno di “Strade Maestre”.

Koreja pensa la danza come un’arte viva al servizio del comunicare e del sentire, del creare suggestioni ed evocare immagini, ricercando nuove relazioni tra forma e contenuto.

Ascoltare il proprio corpo, metterlo in relazione con l'ambiente, creare per spazi non strettamente teatrali, che accolgono l'interazione fra struttura e materia. Una scelta artistica precisa che caratterizza il progetto di Koreja nella danza contemporanea.

 

Atteso ritorno a Koreja per Raffaella Giordano, con la sua ultima creazione; IN PRIMA REGIONALE Celeste appunti per natura. Danzatrice e coreografa, la Giordano è una fra le artiste e performer più interessanti nel panorama della ricerca contemporanea Italiana. L’appuntamento è realizzato in collaborazione con il Teatro Pubblico Pugliese.

 

Accompagnandoci sulle note al pianoforte di Arturo Annecchino e l’universo sonoro di Lorenzo Brusci, avvolta in un abito a fiori, l’autrice crea con rigore e levità una partitura gestuale in un unico flusso ricco di suggestioni.

Le prime radici di questo lavoro scivolano in un libro: L’estate della collina di J. A. Baker, bizzarro e misterioso scrittore inglese che racconta e descrive unicamente la natura. Il suo sguardo è posato sulla più piccola manifestazione, fino alla vertiginosa grandezza che la comprende.

 

“Cosa è natura che ama creare, dove la morte. Simile al confine del mondo nel centro di un paesaggio inesistente, il desiderio di creare forme. Il silenzio è denso, leggere le note di un pianoforte, in lontananza. Come i fiori nel prato, fanno capolino i temi di sempre. Il vestito come un cielo o come una terra, la campitura di colore dai contorni imprecisi, il segno di una porosità dell’anima. Caro spettatore, ti dono questo mio sentiero, specchio riflesso di un canto celeste.” Raffaella Giordano

 

 

Solo di Raffaella Giordano

incipit e musiche per pianoforte Arturo Annecchino

incontri straordinari, complicità e pensieri Danio Manfredini e Joelle Bouvier

editing e composizioni astratte Lorenzo Brusci

 luci Luigi Biondi

costume realizzato da Giovanna Buzzi, dipinto da Gianmaria Sposito

esecuzione tecnica Piermarco Lunghi, Alberto Malusardi

foto Andrea Macchia

un ringraziamento a Filippo Barraco, Sandra Zabeo, Romana Walther

primo studio aperto Complesso di Santa Croce Prospettiva Nevsky, Bisceglie (BT)

prima nazionale Autunno Danza Cagliari 2017

produzione Associazione Sosta Palmizi

con il sostegno di MiBAC, Ministero per i Beni e le Attività Culturali/Direzione generale per lo spettacolo dal vivo; Regione Toscana/Sistema Regionale dello Spettacolo

 

Raffaella Giordano si forma e lavora come interprete dal 1980 al 1984 con la coreografa Carolyn Carlson a Venezia. Negli anni successivi attraversa importanti esperienze in seno al Tanztheater di Wuppertal di Pina Bausch in Germania e nella compagnia l'Equisse Obadia/Bouvier in Francia. Nel 1985 è cofondatrice del collettivo storico Sosta Palmizi e dal 1986 segue un personale percorso di ricerca dando vita a numerose opere corali e solistiche, fra le più significative: Fiordalisi, …et anima mea…, La notte trasfigurata - Il canto della colomba (Premio Gardadanza migliore spettacolo 1998 e Premio della Critica Danza&Danza migliore coreografa/interprete), Quore (Premio UBU 2000), Senza titolo, Tu non mi perderai mai, Cuocere il mondo e L’incontro in collaborazione con Maria Muñoz, Cie Mal Pelo. Fortemente impegnata nell'ambito della formazione, dal 2009 al 2012 promuove e dirige il progetto "Scritture per la danza contemporanea”, biennio di studi per la sensibilizzazione e lo sviluppo delle arti corporee, e dal 2016 il progetto AZIONE per favorire una rete stabile di insegnamento, in sinergia con artisti e strutture operanti in Toscana.

Collabora nel tempo a progetti teatrali, operistici e cinematografici con importanti registi e autori della scena contemporanea, tra i quali Alessandro Baricco, Cesare Ronconi, Mario Martone, Federico Tiezzi. Nel 2016 è protagonista nel docufilm L’intrusa del regista Leonardo Di Costanzo (premio IMAIE miglior attrice rivelazione 2018 al Bifest di Bari) e, nello stesso anno, cura i movimenti coreografici per Sancta Susanna di Paul Hindemith all’Opera Bastille di Parigi, con la regia di Mario Martone.

Il 2017 la vede impegnata come coreografa per il film Capri-Batterie diretto da Martone, in uscita nel 2018. Dal 1991 ad oggi, insieme a Giorgio Rossi, codirige in Toscana l’Associazione Sosta Palmizi, operando allo sviluppo di un luogo di riferimento e di sostegno nell’ambito della danza italiana. Nell’autunno del 2017 ha presentato, ad Autunno Danza a Cagliari, il debutto di Celeste appunti per natura, il suo ultimo lavoro in solitaria dedicato alla Natura.

 

Apertura di serata nel foyer con un appuntamento site-specific: YELLOW LIMBO di e con Alessandra Gaeta autrice, performer, danzatrice e fondatrice, nel 2014, del Collettivo Factor Hill.

 

YELLOW LIMBO è un tatuaggio, una sorta di prosieguo del precedente “Dita di Miele”. Non vuole essere la seconda parte, ma una riflessione avvenuta in seguito. Una piccola celebrazione della naturale linea di indagine tra corpo-vibrazione-suono-magnetismo-visione. Quale il fine? La sospensione, la più aerea possibile.

Api. In geometriche direzioni, vibrazioni, passaggi di stadio, dalla costruzione alla perdizione, al desiderio mai esplorato fino in fondo. Api così contigue agli esseri umani, perché comune è il volo controvento.

Yellow Limbo (letteralmente sull'orlo) è uno spazio speciale riservato all'assaggio, alla voglia di gustare il movimento in maniera parziale. Una nota di giallo da passarsi come una palla.

 

“E’ la linea sottile tra natura umana e natura animale, racconta la Gaeta. Un animale piccolo come l’ape è in grado di tenerci assieme, perché non vogliamo rendercene conto? Perché siamo tutti assorti nel nostro limbo. Per me adesso quel limbo è giallo. Un colore non propriamente facile da trovare. Vi invito ad un secondo assaggio del movimento con la mia visione del tempo e dello spazio”

 

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