"Lo Stato aiuterà il Salento a rialzarsi": Boccia rassicura i Comuni danneggiati

Il ministro: "Ho informato il capo della Protezione civile che attiverà le procedure previste dalla legge". Danni del maltempo per 30 milioni di euro. Chiesto lo stato di calamità

In foto: Gallipoli devastata e, sotto, il presidente Minerva e il ministro Boccia.

LECCE – Il Salento non sarà lasciato solo a raccogliere i suoi cocci sparsi dalle terribili mareggiate e dal maltempo che lo ha messo in ginocchio nella fatidica giornata del 12 novembre.

Parola di Francesco Boccia, ministro per gli Affari regionali, invitato oggi dal presidente della Provincia di Lecce, Stefano Minerva a fare il punto della situazione.

“Non ci sono territori di serie A e serie B” ha dichiarato l'esponente dell'esecutivo spiegando le ragioni che hanno spinto il governo ad intervenire innanzitutto sull'alluvione che ha devastato Venezia.  

“La dichiarazione dello stato d'emergenza era un atto dovuto per mettere in sicurezza cittadini che hanno subito danni personali, facilmente ed immediatamente riscontrabili: Roma ha stanziato 20 milioni solo per i primi soccorsi. La fase successiva sarà quella di verificare e misurare l'impatto sui luoghi pubblici: ci vorrà del tempo per stimare i danni ad edifici, strade, piazze e, nel caso del Salento, alle spiagge”.

In buona sostanza, è una questione di procedure che assegna una priorità agli interventi sui privati.

Ciò, non significa, però, che il Salento rimarrà a bocca asciutta. Anzi. La giunta regionale ha già chiesto alla presidenza del Consiglio dei ministri lo stato di calamità per i Comuni più gravemente colpiti dalla furia del vento e della pioggia del ciclone mediterraneo e, appena sarà trasmesso la relazione sullo stato degli eventi che quantifica i danni, interverranno direttamente gli uomini della Protezione civile nazionale.

Lo stato di emergenza, valido per l'intera Puglia, comporterà finanziamenti straordinari utili a coprire i costi di personale nell’organizzazione della Protezione civile per la gestione degli eventi emergenziali.

“Ho chiesto al sindaco Minerva di raccordare tutti i sindaci per fare il punto della situazione: partiremo dai territori più danneggiati, ma lo Stato è sempre presente anche per quei territori che che hanno meno problemi. Mettere tutto in un unico calderone rischiava di allungare troppo i tempi e abbiamo accordato una priorità”, ha precisato il ministro.WhatsApp Image 2019-11-23 at 16.08.20-3

Quanto è disponibile a dare quindi il governo per rimettere in sesto strade, spiagge e palazzi? La cifra non è ancora stata comunicata perché, diversamente da quanto accade per lo stato di emergenza che riguarda le persone, nel caso di strutture pubbliche le risorse non vengono stanziate automaticamente.

Le richieste dei Comuni, della Provincia e di Confindustria

I danni si aggirano complessivamente sui 30 milioni di euro e sono 26 i Comuni che hanno già inviato all'ente provinciale le relazioni complete con le stime ufficiali: Salve, Calimera, Spongano, Ugento, Alliste, Nardò, Porto Cesareo, Castrignano del Capo, Caprarica di Lecce, San Donato di Lecce, Santa Cesarea Terme, Cursi, Diso, Morciano, Ortelle, Salice Salentino, Surano, Taviano, Sanarica, Giuggianello, Andrano, Montesano Salentino, Nociglia, Melissano.

I Comuni maggiormente interessati sono Porto Cesareo, con oltre 2 milioni e mezzo di euro di danni, Gallipoli con oltre 2 milioni, Nardò con un milione e 400 mila euro.

Altri Comuni hanno ufficializzato stime che oscillano tra gli 8 mila euro e i 400 mila euro: fra questi Ugento, con oltre 296 mila euro, Salve con 400 mila euro, Spongano con 250 mila euro.

Video | Boccia: "La situazione monitorata costantemente"

Il ministro si è detto consapevole delle difficoltà che gli enti pubblici hanno nel rimettere in sesto i territori mettendo mano alle proprie, esigue, risorse. Ed ha accolto la richiesta di alcuni sindaci di concedere una deroga al fondo di solidarietà comunale (approvato nella legge finanziaria del 2012) per sbloccare risorse utili a intervenire immediatamente sui territori. Mettendo in sicurezza le strutture pubbliche, come le scuole, e ripristinando il manto stradale e lo stato originario degli edifici colpiti dalla tempesta. "Ne parlerò con il governo", ha detto.

Giancarlo Negro, presidente di Confindustria Lecce, ha alzato il tiro delle richieste: “Il Salento è già in grave difficoltà: l'economia è fragile e la xylella ha dato il colpo di grazia. Il dramma del maltempo è ricaduto sulle spalle delle piccole e medie imprese salentine che chiedono aiuto: abbiamo bisogno di risorse immediate, altrimenti non ci rialzeremo più”.

Per il Salento, il numero uno degli industriali ha chiesto un piano d'intervento di più ampio respiro e in tempi celeri: “Questo tavolo dovrebbe diventare permanente perché l'emergenza è ormai strutturale e dobbiamo accendere un faro sul territorio”.

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