Piano delle coste: lo sfogo di Prete deflagra sul social, il sindaco risponde

In piena notte il presidente del Sib e proprietario del Lido York ha attaccato Salvemini e Delli Noci. Intanto è iniziata la discussione pubblica: i tecnici espongono lo stato di salute del litorale leccese

Lo stabilimento York a San Cataldo.

LECCE - La discussione pubblica del Piano delle Coste. iniziata questa mattina alle Officine Cantelmo, è stata anticipata dalla deflagrazione virtuale di un post di Alfredo Prete, proprietario del Lido York di San Cataldo e presidente della Camera di Commercio e del sindacato balneari di Confcommercio (Sib).

Con toni molto diretti ha accusato il sindaco e il vice sindaco - che ben conosce perché entrambi storici frequentatori dello stabilimento - di voler affossare la sua attività imprenditoriale attraverso la previsione della demolizione delle strutture in cemento contenuta nel piano comunale. Questa ipotesi, unita alla delusione per non aver ottenuto la proroga richiesta per le concessioni in scadenza al 2020 (che per Gaetano Messuti di Sentire Civico devono essere concesse senza indugi in ottemperanza alla finanziaria 2018), hanno portato Prete a concludere il suo lungo sfogo in questo modo: "Comunque non riuscirete a cancellare 86 anni di storia, perché in quel tratto di mare ci sono i sacrifici ed il sangue di mio nonno e di mio padre".

Era presente invece sin dall'inizio a seguire i lavori Mauro Della Valle, presidente di Assobalneari e anche lui concessionario a San Cataldo, probabilmente il più attivo antagonista dell'amministrazione da quando si parla di piano delle coste che, si badi, è uno strumento di programmazione urbanistica obbligatorio, non adottando il quale i comuni vengono commissariati (in Puglia sono decine i casi). Oggi è toccato ai tecnici che da tempo lavorano al piano di esporre lo stato delle conoscenze sul quale è stato costruito: dalla coordinatrice del gruppo di lavoro, l'architetto Sabina Lenoci, ai progettisti Irene Petrosillo, Luciano Ostuni, Davide Rizzo, il biologo Leonardo Beccarisi e il geologo Stefano Margiotta.

L'illustrazione di quest'ultimo in particolare è servita ad avere, tramite slides, la rappresentazione visiva di come sia cambiato nel giro di un secolo il litorale leccese: con le opere di bonifica prima, con la costruzione di insediamenti abitativi sempre più a ridosso delle dune oppure sopra le doline naturali, e soprattutto, con l'inesorabile azione del movimento del mare che ha modificato profondamente la linea di costa rendendo quattro chilometri di costa soggetti ad alta erosione e nove a erosione media. Questo significa che più della metà dei circa 24 chilometri di litorale leccese sono da monitorare costantemente. Lo dimostrano, del resto, quelle stesse staffe in muratura del lido York che furono costruite a inizio degli anni '70 per realizzare le cabine e che dopo quasi 40 anni sono oramai a ridosso del mare, praticamente sulla battigia.

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