A Squinzano si spara ancora. Incendiano auto e barca di Luca Greco, poi lo gambizzano

Il 41enne della cittadina a nord di Lecce, noto alle cronache per i colpi di arma esplosi a marzo contro Sergio Notaro, e per essere stato a sua volta ferito lo scorso 8 settembre, è finito nuovamente nel mirino dei malviventi della zona. Poco dopo le 23, infatti, è stato raggiunto dai proiettili alla caviglia

L'area incendiata nella notte

SQUINZANO Non c’è tregua. Né per la comunità di Squinzano, né per Luca Greco, il 41enne del posto, accoltellato in Contrada Carli, tra Squinzano e Trepuzzi, alla testa e all’addome lo scorso 8 settembre, e nuovamente ferito da colpi d’arma da fuoco poco dopo le 23. Un gioco al massacro che non conosce la parola fine, quello che si sta verificando nella cittadina a nord del Salento e che, nella notte, si è materializzato ancora una volta  in tutta la sua violenza.

Alcuni individui, infatti, hanno raggiunto l’abitazione del 41enne, (arrestato il 2 marzo con l’accusa di aver aggredito a colpi di pistola Sergio Notaro) dapprima hanno appiccato un incendio ai danni dell’autovettura  di Greco – una vecchia Renault Cherokee, parcheggiata nell'area recintata della sua officina, assieme ad un'imbarcazione, anch'essa avvolta dalle fiamme - per poi gambizzarlo, sulla via provinciale che conduce a Torchiarolo, nel brindisino.

Per attirarlo sul posto, infatti, coloro che intendevano lanciargli l’inquietante avvertimento, lo hanno atteso all’esterno del giardino, mimetizzandosi tra le fronde degli alberi. Luca Greco è giunto, non è ancora dato sapere se allertato dai vigili del fuoco, o chiamato direttamente da chi voleva colpirlo, a bordo della sua moto di grossa cilindrata di colore scuro. Ha udito gli spari. Quattro. Forse cinque colpi partiti da una pistola, di cui gli investigatori hanno rinvenuto i bossoli.

Nonostante la lesione all’arto inferiore destro, il 41enne è riuscito a sfuggire ai proiettili con una repentina inversione, lasciando sull’asfalto abbondanti tracce ematiche. Poi la fuga verso la casa di un amico, dove ha chiesto riparo, dopo aver parcheggiato all’esterno il suo mezzo.

Soccorso dal personale del 118, Greco è stato trasportato presso l’ospedale ”Vito Fazzi” di Lecce, con una ferita all’altezza della caviglia e ora è ricoverato nel nosocomio del capoluogo salentino. Le indagini sono state avviate dai carabinieri di Squinzano, assieme ai colleghi della compagnia di Campi Salentina, e sono coordinate dal pubblico ministero di turno del Tribunale di Lecce, Emilio Arnesano. 

Durante la giornata, potrebbero giungere a sviluppi decisivi: i rilievi sono, infatti, ancora in corso, da parte dei carabinieri del Reparto investigazioni scientifiche del Nucleo investigativo di Lecce, guidati dal luogotenente Vito Angelelli. Lo stesso luogo colpito dal rogo nella notte, fu già oggetto delle “visite” dei malviventi una decina di giorni successivi al ferimento di Greco, nell’autunno scorso. Il 18 settembre, infatti, il 41enne fu scarcerato (era finito in manette nel giorno dell’agguato, perché trovato con 40 grammi di cocaina), trovando una sconcertante sorpresa nella sua autorimessa: una rosa di pallini esplosa da un fucile, aveva provocato una dozzina di fori su una delle pareti del container che si trova sul terreno.

Quello stesso giorno, peraltro, era stato rimesso in libertà anche Marino Manca, sempre per insufficienza di prove, inizialmente accusato dell’aggressione all’amico, prima che fosse fatto il nome di Salvatore Milito.

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