Mostra fotografica 1944/15x10

Studio Whitephotogallery, via corte dei mesagnesi, 45 LECCE

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di LeccePrima

1944/15x10

Lecce, 15 - 22 maggio 2014

Studio Whitephotogallery, via corte dei mesagnesi, 45 LECCE

Spesso ci si dimentica di come una pellicola fotografica rappresentasse in passato il frutto di un enorme sforzo tecnico per ottenere un media tecnologico in grado di soddisfare le esigenze dei consumatori, o anche per creare una nuova domanda su un qualche mercato.

Anche solo 15 anni fa, un vasto quanto eterogeneo pubblico necessitava delle pellicole fotografiche per creare immagini, e quindi ricordi, dal fotografo di moda professionista alla mamma con la sua instamatic o polaroid alla festa di compleanno del figlio.

L'uscita in commercio di una nuova pellicola era salutata con entusiasmo o accompagnata da scetticismo del pubblico come succede oggi ad un nuovo modello di macchina digitale o di cellulare o di stampante, basta sfogliare i periodici dell'epoca dedicati all'argomento per accorgersene.

La pellicola era tecnologia.

La scoperta casuale e l'acquisto di una pellicola vergine scaduta da oltre 70 anni potrebbe sembrare ai meno esperti o interessati, probabilmente troppo impegnati ad aggiornarsi con le nuove schede SD e i nuovi sensori full frame, un evento curioso ma di poco conto.

Al contrario, agli occhi dei partecipanti a questa collettiva, è subito sembrata un'occasione incredibile.

Da un lato, la sfida intrinseca che sottende l'utilizzo di una pellicola scaduta nel 1944, la sua ripresa, e soprattutto lo sviluppo, dove ogni partecipante ha singolarmente e con modi diversi affrontato la fase più critica del processo che ha portato alla nascita di queste immagini. Dall'altro, il poter dimostrare che la fotografia argentica non solo non è morta, ma vive e sopravvive alle tecnologie successive.

La pellicola è una Ansco Supreme, prodotta negli Stati Uniti, in un periodo attorno al 1941, in cui l'azienda venne statalizzata dal governo, a causa dei suoi rapporti commerciali con la tedesca, e quindi nemica, Agfa.

Con molta probabilità gli impianti di produzione vennero messi al servizio della macchina bellica statunitense, e quindi la dicitura sulla bobina "FOR IDENTIFICATION CAMERAS" farebbe pensare ad un suo impiego su aerei da ricognizione, ma la sua reale applicazione resta un mistero.

La bobina è stata testata, bobinata a mano in rullini da 10 pose e spedita a 15 fotografi in tutta Italia; ognuno di questi ha poi interpretato in ripresa e sviluppato in camera oscura il rullino seguendo la sua sensibilità e la sua preparazione tecnica. Attraverso ISO400, il sito italiano di fotografia analogica, abbiamo diffuso la notizia e i risultati ottenuti suscitando un grande interesse di pubblico.

Così, da questo spontaneo e appassionato incontro, nasce questa piccola mostra dove proponiamo al pubblico immagini e sensazioni che hanno eluso il tempo e sconfitto l'obsolescenza, la fretta, il digitale.

Sono fotografie scattate oggi ma anche 70 anni fa.

Oggi la fotografia analogica viene accusata di essere controcorrente per moda, ma questo è falso.

La fotografia analogica non suscita sempre più fascino e interesse perché sia di moda, ma perché funziona e continuerà a funzionare tra 70 anni, quando tutto il mondo dell'imaging digitale avrà subito l'ennesimo ciclo e le macchine pagate oggi migliaia di euro si deprezzeranno sempre più ogni mese che passa.

Perché inserire una scheda SD in un lettore USB non potrà mai suscitare le stesse emozioni dell'estrarre la spirale da un tank a fine sviluppo, e ammirare le proprie immagini sulla pellicola, nate semplicemente dall'unione tra luce e argento.

Collettivo 1944

11 FOTOGRAFI IN MOSTRA

/ EMANUELE BERTONI / FRANCESCO COCCIA / LAMBERTO CUDIA / MASSIMO FAGNI / GIULIANA MASSARO / GIANLUCA MELIS / ANTONIO NIRO / LUCA OLIANI / ALESSANDRO PANCOSTA / ELEONORA PELLEGRI / GUIDO TOSI

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