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Lunedì, 27 Maggio 2024
Con l'assenso dei familiari

Donna di 43 anni muore in seguito a emorragia cerebrale: donati i suoi organi

Prelevati cuore, polmoni, fegato, reni e cornee di una paziente deceduta nel reparto di Anestesia e Rianimazione del “Vito Fazzi”. Il 14 aprile ricorre la Giornata nazionale per la donazione e il trapianto

LECCE – Una donazione multiorgano è avvenuta nelle scorse ore al “Vito Fazzi” di Lecce dove, a seguito di accertamento di morte encefalica causata da un’emorragia cerebrale, sono stati prelevati cuore, polmoni, fegato, reni e cornee di una donna di 43 anni. L’assenso alla donazione è stato manifestato dai familiari.

Il prelievo, come di consueto in questi casi, ha coinvolto gli operatori del reparto di Anestesia e Rianimazione, dove la donna era ricoverata, diretto da Giuseppe Pulito e i loro colleghi del gruppo operatorio, di cui fanno parte specialisti di varie discipline, oltre alla direzione medica. La coordinatrice di tutto il percorso di donazione organi e tessuti è Donatella Mastria.

La donazione si è concretizzata quasi in coincidenza con la Giornata nazionale per la donazione e il trapianto di organi e tessuti, prevista per il 14 aprile. È utile ricordare che la legge prevede la possibilità di esprimere in vita il proprio consenso, per esempio al momento del rilascio o del rinnovo della carta di identità in Comune. La scelta può anche essere veicolata attraverso associazioni di volontariato come Aido (associazione per la donazione di organi, tessuti e cellule) o tramite la Asl di appartenenza. La responsabile territoriale della donazione in provincia di Lecce è Maria Teresa Carbonara.

Ma ci sono anche altre modalità perché sia chiara la volontà a compiere questo estremo atto di altruismo: si può scaricare e compilare l’apposito tesserino del Centro Nazionale Trapianti o il tesserino blu del ministero della Salute (da conservare con i propri documenti personali).

“Decidere di donare gli organi quando si è ancora in vita è una scelta di civiltà e di grande umanità, che dona vita e speranza ad altre persone. Decidere all’atto dell’emissione della carta di identità, comunicarlo alla Asl o alle associazioni di settore, solleva i propri cari dal compito di assumere rapidamente decisioni delicate dopo un evento traumatico. Esprimo profondo cordoglio e gratitudine ai familiari della giovane donna che, in un momento di profondo dolore, hanno scelto di donare vita a chi, senza quel gesto, potrebbe perderla per sempre”, ha dichiarato il direttore generale Stefano Rossi.

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