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Otranto a misura di ciclisti. Legambiente premia la mobilità alternativa

Quello salentino è tra i quattro che si sono distinti nella seconda edizione di 'Comuni bicicloni'. In Puglia, però, c'è ancora molto da 'pedalare' per ridisegnare la mobilità urbana. Se lo stato delle infrastrutture è sufficiente, scarseggiano le iniziative dei municipi

BARI - Legambiente continua a monitorare lo stato della mobilità sostenibile nei Comuni pugliesi, premiando quelle amministrazioni in grado di soddisfare le esigenze di spostamento di tutti: da pedoni ai ciclisti passando per il trasporto collettivo.

Questa mattina è stata presentata la seconda edizione di ‘Comuni bicicloni’, il rapporto realizzato insieme all’assessorato regionale alle Infrastrutture e alla Mobilità, nel corso di una conferenza stampa cui hanno partecipato Francesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia, Giovanni Giannini, assessore al ramo,  i sindaci dei municipi premiati.

Legambiente ha raccolto i dati relativi all’anno 2013 attraverso l’invio di un questionario focalizzato su quattro aree: infrastrutture; politiche sulla mobilità sostenibile; risposta dei cittadini e ricezione turistica ed associativa. Nei 72 Comuni pugliesi che hanno risposto, quasi 1 milione di metri quadri sono occupati da isole pedonali, e quasi 3 milioni da zone a traffico limitato. Sono invece 112 le piste ciclabili a fronte di circa 2mila e 300 chilomentri di rete ciclabile. Le Zone 30, ovvero quelle zone fondamentali per la circolazione delle biciclette, presenti solo in 34 Comuni.

Sono quattro i Comuni vincitori, classificati in altrettante categorie (piccolo, medio, grande municipio e capoluogo di provincia): Accadia (Foggia); Otranto (Lecce); Ostuni (Brindisi); Bari. La città salentina si è aggiudicata il premio in virtù della presenza di piste ciclabili lunghe 144 chilometri. Ad Otranto è attivo anche il servizio di bike sharing, riservato solo ai possessori della tourist card. Sono invece 24 mila e 275 i metri quadri di zone a traffico limitato e 86 i sistemi elettronici presenti alle postazioni di bike sharing. Nel Comune vi sono numerose strutture turistiche che consentono l’uso gratuito della bicicletta ai propri clienti e nel corso del 2013 sono state realizzare numerose iniziative di sensibilizzazione, grazie alla collaborazione di ciclofficine e associazioni.  

 “Ci rende felici questo primato nella classifica dei Comuni medi che replichiamo anche quest’anno – ha commentato il sindaco Luciano Cariddi - . Accogliamo questa attestazione come incentivo ad intensificare il nostro impegno. Riteniamo che visitare in bici il nostro centro cittadino, le nostre coste e le nostre aree rurali offra suggestioni che diversamente non sarebbe facile cogliere e quindi, questo, può aumentare certamente anche l’appeal turistica della città”.

Lo scenario complessivo, tuttavia, non è confortante: “I Comuni pugliesi devono ‘pedalare’ ancora molto per ridisegnare la mobilità urbana in una logica di sostenibilità, sicurezza, efficienza e qualità ambientale”, ha commentato il presidente Tarantino. Se sul fronte delle infrastrutture si raggiunge la sufficienza, infatti, i municipi non sono stati in grado di porre in essere delle azioni efficaci per incentivare il trasporto alternativo.

Le cifre del piano della mobilità, infatti, sono piuttosto basse: il progetto è stato realizzato solo in 8 Comuni ed il mobility manager è presente solo a Bari e a Lecce. Gli unici Comuni, invece, a possedere l’ufficio biciclette sono Andria, Bari, Barletta, Castellaneta, Lecce e Melendugno.

“Occorre sfatare alcuni luoghi comuni: una città a misura di bicicletta non si costruisce solo con le piste ciclabili o con il bike sharing o disseminando la città di rastrelliere. L’amministrazione dovrà agire sull’intera mobilità, a partire dall’istituzione delle Zone 30, un intervento che non solo tutela pedoni e ciclisti, ma contribuisce a ridurre i livelli di inquinamento atmosferico e acustico in città. Diffondere e promuovere una mobilità alternativa, a basso tasso di motorizzazione – ha aggiunto Tarantini  ?  significa garantire spazi pubblici più sicuri, silenziosi e salutari”. 

Il decongestionamento del traffico nelle aree urbane e la riduzione delle immissioni inquinanti   sono obiettivi ormai non più procrastinabili  ?  ha concluso l’assessore Giannini -.  La mobilità ciclistica è lo strumento attraverso il quale i predetti obiettivi possono essere realizzati coerentemente con le direttive europee e gli accordi internazionali in tema di salvaguardia dell’ambiente. La bicicletta diventa sempre più mezzo di trasporto attraverso il quale si riesce anche ad implementare i flussi turistici”.

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