Domenica, 16 Maggio 2021
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Foto, testimoni e riscontri: nessuno scampo per i due rapinatori

Arrestati dai carabinieri due racalini: Gianluca Manni, già autore di un ormai arcinoto furto di un gommone, e Giuseppe Francioso. Sarebbero gli autori di un colpo a un market di Melissano. Le due inchieste si sono incrociate

MELISSANO – Guarda un po’ chi si rivede. I più attenti alle cronache ricorderanno senz’altro nome e volto di Gianluca Manni, il 36enne di Racale autore di un ardito furto commesso con un complice rimasto ignoto: nella tarda serata del 29 ottobre scorso, i due rubarono una Fiat Panda a Casarano, poi si recarono a Martano e sottrassero un gommone caricato su un carrello, quindi ripartirono in direzione nord, ma furono intercettati e bloccati da una gazzella dei carabinieri del Norm di Lecce sulla tangenziale del capoluogo.

Manni uscì dall’auto alla quale era agganciata la barca con una pistola e obbligò i militari a puntargli contro le loro armi d’ordinanza. La pistola del racalino era un giocattolo senza tappo rosso, ma si scoprì, ovviamente, solo dopo. Intanto, grazie a quella situazione di stallo momentaneo, il complice riuscì a dileguarsi a piedi nei campi.

Manni autore anche di una rapina

MANNI-2Ebbene, ecco che il Manni ritorna oggi nelle cronache. Già, perché sempre con un complice, e questa volta non rimasto ignoto, sarebbe anche autore di una rapina avvenuta il 28 ottobre a Melissano, ai danni del “Market” di via Bellini. Già, esattamente il giorno prima del clamoroso furto. Il complice in questo caso risponde al nome di Giuseppe Francioso, 65enne, e anch’egli è di Racale.

Quest’ultimo, una volta terminati gli accertamenti, è stato trascinato dai carabinieri della stazione melissanese in carcere. Mentre per Manni, ovviamente, non c’è stato bisogno. Ha accolto la notizia del suo secondo arresto direttamente da una cella di Borgo San Nicola. Dove, per inciso, v’era finito solo dopo l’udienza di convalida per il furto di auto e gommone, dato che in un primo momento era stato destinato ai domiciliari.

Un’indagine minuziosa per incastrarli

Un’indagine davvero minuziosa, quella che i carabinieri melissanesi, dipendenti dalla compagnia di Casarano e coordinati dal pubblico ministero Milto De Nozza, hanno portato avanti in questo mese e mezzo. Acquisendo così gravi indizi di colpevolezza a carico di Manni e Francioso, grazie a testimonianze e riscontri incrociati.

La rapina avvenne, dunque, verso le 19,30 del 28 ottobre scorso. Quel giorno due uomini con il volto coperto da passamontagna, uno dei quali impugnava una pistola, entrano nel negozio di generi alimentari di Melissano minacciando i presenti. Presero quindi di sana pianta il cassetto del registratore, contenente 400 euro, e se la svignarono a bordo di una Fiat Uno bianca.

Un primo passo verso la soluzione del caso l’ha fornito una passante. Preziosa la sua deposizione. Uscita poco prima dal market, aveva avuto modo di notare l’auto per via di una manovra un po’ “nervosa”, e, di certo, pericolosa. Aveva rischiato persino di urtare contro il palo di un cartello stradale per via di una retromarcia repentina, in modo da per posizionarsi in attesa davanti al negozio.

Francioso descritto da una testimone

FRANCIOSO-2La donna aveva così potuto notare in dettaglio il volto del conducente, visto che via Bellini è anche ben illuminata: dunque, un uomo di mezza età, con barba incolta, capelli ricci color castano, corporatura normale. In seguito, determinante è stato il riconoscimento fotografico. Quell’uomo con la barba corrisponderebbe al profilo di Giuseppe Francioso. Sarebbe stato lui, dunque, a guidare l’auto usata per la rapina, peraltro rinvenuta bruciata il successivo 3 novembre nelle campagne intorno a Racale.

Il racconto per immagini

La Fiat Uno, si era così scoperto durante il sopralluogo, era stata rubata nel primo pomeriggio del 28 ottobre in via Solferino, a Casarano. Il proprietario, un 58enne. Da qui sono nati altri approfondimenti, fino a scovare tutte le frequentazioni di Francioso. E un punto esclamativo è spuntato nella testa dei carabinieri quando, verificando fra i dati, si è scoperto che Francioso, a settembre, era stato controllato da una pattuglia nei pressi di un ufficio postale, in compagnia di (indovinate un po’?) Gianluca Manni. Che nel frattempo arrestato per il furto del gommone avvenuto il giorno successivo alla rapina.

I militari della stazione di Melissano hanno quindi sottoposto ad alcuni testimoni il fascicolo fotografico dei sospettati grazie al quale è stato incastrato anche Manni. Ovvero, è stato riconosciuto come colui che avrebbe puntato la pistola alla dipendente del market.

Per il gip due soggetti pericolosi

Il gip del Tribunale di Lecce, Antonia Martalò, ha concordato con gli esiti investigativi e, rilevando il pericolo di recidiva e la pericolosità dei soggetti, ha disposto la custodia cautelare in carcere. Ora Francioso e Manni rispondono di rapina e ricettazione in concorso.

E il famoso complice di Manni riuscito a scappare nei campi intorno alla tangenziale di Lecce, dopo il furto di Panda e gommone? I carabinieri hanno anche provato a verificare se per caso non si trattasse proprio di Francioso. Anche se per il momento, per quell’episodio, non sono stati trovati elementi utili e quindi non risulta indagato. Non solo. Ma pare che le indagini si stiano indirizzando verso altri soggetti. 

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