Venerdì, 18 Giugno 2021
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"La cittadinanza un traguardo di civiltà": Salvemini consegna gli attestati ai bimbi

Cerimonia dall'alto valore simbolico in occasione della Giornata dell'unità nazionale. Il sindaco: "Voi siete i figli del coraggio e il nostro futuro. Siete italiani come noi"

Foto di Antonio Quarta.

LECCE - “Amiamo tutti la pizza e collezioniamo figurine, giochiamo e studiamo insieme: la diversità esiste solo se decidiamo di vederla. I bambini, invece, si considerano tutti fratelli”: con queste parole una personcina di soli 9 anni ha tentato di rompere tutti gli argini del pregiudizio e del razzismo.

Questa bimba che ha chiesto “pari diritti e pari doveri” è Sara D'Aniello, frequenta la quarta elementare della scuola Cesare Battisti, ed è il baby sindaco della città di Lecce. Si trovava al fianco del sindaco adulto, Carlo Salvemini, in occasione della Giornata dell’unità nazionale, della Costituzione, dell’inno e della bandiera che è stata celebrata presso le Officine Cantelmo.

Celebrata sì, ma con una manifestazione dall’alto valore simbolico: l’amministrazione leccese ha infatti colto l’occasione per conferire la cittadinanza simbolica ai bambini nati in Italia da genitori stranieri. Il primo bimbo a ricevere l’attestato era ancora in fasce; gli altri più grandicelli hanno partecipato alla giornata sventolando bandierine tricolore e forse, un giorno, ricorderanno questa mattina di festa con un’altra consapevolezza.

Video: la manifestazione alle Officine Cantelmo

“Voi siete i figli del coraggio, cioè figli di quei genitori che hanno trovato la forza di lasciare la propria terra per cercare fortuna altrove – ha chiosato Salvemini rivolgendosi ai bimbi presenti -. Ma siete anche gli spettatori della paura di chi vi ritiene un pericolo, quando invece siete scappati da un pericolo. Noi vi consideriamo, invece, il nostro futuro e riteniamo la cittadinanza un vostro diritto ineludibile”.

“La nuova legge sulla cittadinanza è una questione morale e culturale che rimarrà nell’agenda del Paese dopo una legislatura che si è conclusa senza raggiungere tale traguardo – ha aggiunto -. Noi ci assumiamo l’impegno di lavorare insieme per raggiungere questo traguardo di civiltà. E vogliamo ricordare a tanti adulti, ancora perplessi sul punto, che questi bimbi si sentono italiani perché qui sono nati, qui frequentano le nostre scuole e le nostre piazze, perché parlano la nostra lingua e i nostri dialetti. Sono italiani come noi, devono godere di pari diritti e pari doveri”.

A sostenere la posizione del sindaco è intervenuto l’assessore alla Pubblica istruzione, Patrizia Guida che ha spiegato come la prossima tappa del percorso intrapreso dall’amministrazione comunale sarà la costituzione di un Osservatorio dei diritti dei minori: “Lecce ambisce a diventare nel 2018, e con il supporto dell’Unicef, una citta amica dei bambini: un luogo, cioè, in cui la loro opinione conta. Ma anche un capoluogo costruito su misura per loro, quindi con spazi e servizi dedicati”.

La cerimonia ha visto la partecipazione di Unicef, rappresentata dalla presidente regionale Giovanna Perrella: “Unicef è al fianco del Comune di Lecce per costruire insieme un futuro diverso, fatto di condivisione, superando le barriere delle diversità. Aspiriamo ad un mondo globalizzato dove tutti possano essere e sentirsi felici stando insieme”.

Don Attilio Mesagne, direttore della Caritas, è intervenuto per ribadire principi che sembrano aver perso la loro ovvietà: “Apparteniamo tutti ad un’unica razza, quella umana. I credenti parlano di un’unica famiglia, che è quella di Dio. Se questi ideali fossero rispettati, saremmo davvero tutti fratelli, crollerebbero le miserie e le povertà”. Infine un invito “a lavorare insieme per il benessere e la giustizia sociale”.

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