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La casa a soqquadro dopo la misteriosa "visita".

La casa a soqquadro dopo la misteriosa "visita".

Misterioso episodio: casa del deputato M5S a soqquadro senza rubare nulla

L’episodio martedì 22, nel rione Salesiani di Lecce. Diego de Lorenzis si trovava a Roma, è stata la moglie a scoprire tutto: oggetti di valore e soldi non sono stati toccati

LECCE – Inquietante intimidazione, ancora avvolta dal mistero, in casa del deputato del Movimento Cinque Stelle, Diego De Lorenzis. La sorpresa nella giornata di martedì 22 novembre, quasi due settimane addietro e divulgata soltanto dopo le prime indagini dallo stesso esponente pentastellato. Ignoti si sono introdotti nel suo appartamento leccese, al quarto piano di una palazzina del rione Salesiani, per mettere completamente a soqquadro l’abitazione. Non un furto, ma l’intento di lanciare un messaggio o, forse, trovare dei documenti.

E’ lo stesso deputato a indicare la sua attività politica come bersaglio dei malviventi in un post sulla sua pagina Facebook: qualcuno, evidentemente, ha pensato di trovare carteggio importante. In casa, però, nonostante i faldoni siano stati estratti dalla libreria e rovesciati sul letto, non è stato trovato nulla. “All’interno soltanto bollette a cose del genere”, ha dichiarato De Lorenzis. Oltre a quelle cartelle hanno seminato sul pavimento anche tutto il resto: abiti, oggetti, cassetti svuotati. Come alla ricerca disperata di qualcosa che non deve però aver prodotto risultati. No è stato infatti prelevato nulla. “Dentro casa avevamo gioielli, penne e accessori Montblanc lasciati in vista e anche 400 euro in contanti. Non hanno preso nulla”.

Per accedere all’appartamento, si sono introdotti dal cancello condominiale, per poi forzare il portone blindato dell’appartamento. Al rientro, è stata la moglie del politico salentino a trovare la porta chiusa, ma non a più mandate come aveva fatto lei prima di uscire. Dell’accaduto sono state immediatamente informate le forze dell’ordine: sul posto, oltre agli agenti della scientifica, anche i colleghi della Digos. Sono state avviate le indagini e, durante quella parentesi, il deputato dei Cinque stelle, che nella vita svolge l’attività di ingegnere informatico, ha preferito non diffondere la notizia circa l’accaduto.

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