Legge un articolo su LeccePrima e aiuta i poliziotti a incastrare il rapinatore

Nuovi guai per Francesco Antonelli, il rapinatore finito in carcere un paio di settimane addietro. Gli investigatori della squadra mobile hanno scoperto altri episodi

Un momento della conferenza in questura

LECCE  - Il 24 luglio mette a segno una rapina. Pochi gironi dopo ne tenta un’altra, il 14 settembre finisce in manette e, grazie alla segnalazione di un lettore di LeccePrima, gli inquirenti lo riconoscono, con certezza, come l'incubo dei semafori della città. A dimostrazione di come la stampa, i cittadini e le forze dell'ordine possano far converegre energie e sforzi al servizio del bene della comunità. 

Francesco Antonelli, il 40enne leccese già in carcere per fatti ormai noti alle cronache avvenuti in estate, è finito nuovamente nei guai. Una nuova ordinanza di custodia cautelare è stata disposta dal gip Michele Toriello, su richiesta del pm presso la Procura della Repubblica di Lecce, Roberta Licci, per rapina aggravata. Lo scorso 24 luglio, presso l’area di servizio “Ip” in via Merine, ha sottratto una Bmw station wagon a uno sfortunato automobilista, che si trovava lì in compagnia della propria fidanzata per fare rifornimento. L’attento esame delle riprese degli impianti di videosorveglianza della zona, da parte degli agenti della sezione volanti e poi dei colleghi della squadra mobile, ha consentito di accertare, oltre alle caratteristiche somatiche del rapinatore, anche altri dettagli determinanti all'attività investigativa. IMG_2061-2

Il 40enne, tanto per cominciare,  è giunto sul luogo a piedi, munito di un trolley (poi rinvenuto in casa sua assieme a diversi altri oggetti) dove, consumato il delitto, ha poi riposto la felpa che indossava per non essere riconosciuto. Le riprese acquisite presso un esercizio commerciale nelle vicinanze hanno permesso, inoltre, di individuare i lineamenti del rapinatore prima che  si travisasse per commettere la rapina. Il fatto che fosse giunto sul luogo a piedi, e non risultasse essersi allontanato a bordo di un mezzo, hanno portato i poliziotti a sospettare che abitasse nelle vicinanze. E non è tutto.

Un particolare fotogramma recuperato dalla polizia, peraltro, ha messo in luce il gesto, da parte di Antonelli, della mano in tasca: ha finto, praticamente, di avere un’arma per assoggettare la vittima.  Nel corso di queste verifiche è stata acquisita la denuncia di un analogo episodio, avvenuto poIMG_2062-2-2chi giorni dopo: il 6 agosto. In quell’occasione è stato richiesto l’intervento delle volanti da parte di un cittadino che ha denunciato di essere appena fuggito da quello che sembrava un tentativo di aggressione. Il malcapitato, secondo il racconto, si trovava nei pressi di viale Rossini, vicino alla Torre del Parco quando Antonelli, col pretesto della richiesta di un accendino, ha provato ad aprire rapidamente lo sportello dell’automobilista con un coltello da cucina tra le mani: manico di colore verede e lungo circa una ventina di centimetri. Giunti gli agenti della questura, la vittima della tentata rapina ha descritto l’autore del gesto alto un metro e 80 centimetri, con il volto coperto dal cappuccio di una felpa. Gli inquirenti hanno fermato poco dopo Antonelli, che abita in una zona molto vicina. Alla vista della polizia, si è disfatto della lama, ma è stato denunciato in stato di libertà per il porto del coltello.

Ma non è tutto. Poiché le caratteristiche somatiche del 40enne coincidevano con quelle dell’autore della rapina del 24 luglio: alto 180 centimetri circa, calvo come il rapinatore additato e residente in una traversa di via Vecchia Merine, a poche centinaia di metri dal distributore teatro della rapina. Il personale della squadra mobile è passato perciò a una perquisizione presso la sua abitazione: all’interno, alcuni capi di abbigliamento simili a quelli indossati nel corso del fatto di cronaca. E non solo. In casa, infatti, anche il trolley immortalato dalle videocamere. La svolta, però, è arrivata l’8 agosto, un paio di giorni dopo. Un cittadino si presente in questura dopo aver letto un articolo sulla pagina online di LeccePrima, nel quale era riportata la notizia dell’identificazione, la notte prima, di un individuo che minacciava gli automobilisti nei pressi dei semafori della circonvallazione, non molto distante da casa sua.

IL VIDEO DELLE INDAGINI DELLA POLIZIA

Il testimone, mezz’ora prima dell’episodio del 6 agosto, era fermo al semaforo all’incrocio tra viale Rossini e Via Merine: ha visto arrivare a piedi un uomo vestito con una felpa ed il capo coperto dal cappuccio e da un cappellino il quale, giunto a pochi metri da lui, aveva estratto qualcosa dalla tasca e di molto simile  a un coltello. Spaventato dalla lama e dalle intenzioni dell’aggressore, è però fuggito passando con il rosso. In sede di individuazione fotografica, anche il lettore della nostra testata ha riconosciuto  in Antonelli il malvivente che lo aveva minacciato quella stessa sera, con l’arma bianca in mano. Il 40enne, difeso dall’avvocato Cristiano Solinas del Foro di Lecce, è stato individuato, poi, anche come il rapinatore anche dal proprietario della Bmw sottratta il 24 luglio, autovettura della quale non vi è al momento traccia: è plausibile che l’abbia immediatamente rivenduta e che sia, dunque, anche in contatto con altri individui. Aspetto, questo, sul quale gli investigatori diretti dal vicequestori aggiunti Sabrina Manzone ed Eliana Martella, stanno ora cercando di fare luce.

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