Non protetto un rapporto sessuale su due. Le ragazze sono più disinvolte dei loro coetanei

La Fondazione Foresta ha analizzato due gruppi di giovani, a Lecce e a Padova, per scoprire i fattori di rischio dell'infertilità. Nel Sud un ragazzo su due non usa protezioni durante i rapporti

Il professor Foresta e il vice sindaco, Delli Noci.

LECCE - I giovani sono mediamente meno interessati alla sfera sessuale dei loro genitori. Ma non solo. Tra il Nord ed il Sud del Paese emergono significative differenze nei comportamenti. Le ragazze del Mezzogiorno infatti, a sorpresa, risultano più disinvolte. Fumano di più, rispetto ai coetanei, e consumano più marjiuna rispetto alle coetanee del Nord.

È quanto emerge da un’indagine statistica promossa dalla Fondazione Foresta, nell’ambito del progetto di prevenzione andrologica DiGit-Pro. Un gruppo di medici ha messo a confronto 2000 giovani residenti a Padova e a Lecce, somministrando dei questionari nelle ultime classi degli istituti superiori, compilati su base volontaria.

I risultati, per certi versi sorprendenti, per altri allarmanti, sono stati presentati oggi a Lecce dal dottor Carlo Foresta e dal vicesindaco Alessandro Delli Noci. Erano presenti anche i responsabili dell’Ufficio scolastico provinciale che hanno contribuito attivamente alla realizzazione della doppia indagine statistica.

Focus dell’indagine sono stati gli stili di vita che, se scorretti, possono diventare gravi fattori di rischio che incidono sulla fertilità degli uomini e sul funzionamento endocrino del testicolo. In generale i ragazzi leccesi, intervistati dalla Fondazione, si sono dimostrati poco informati sui temi della sessualità e dei connessi rischi di trasmissione di malattie in caso di rapporti non protetti. Famiglia, istituzioni e medici non rappresentano, per loro, un punto di riferimento su questi temi.

“A preoccuparmi di più non sono i ragazzi, ma gli adulti che non sanno che dire, come comportarsi e sono disinteressati nell’approccio”, ha precisato Foresta, lanciando così un vero e proprio allarme che risuona rumoroso in una società che invecchia sempre più. Mentre la natalità è ai minimi storici.

I risultati dell'indagine

Guardando l’analisi più nel dettaglio, emerge che i ragazzi del Nord sono più alti di quelli del Sud. Un dettaglio rilevante che Foresta mette in collegamento con un più alto tasso di inquinamento di quelle regioni. La maggiore lunghezza delle gambe sarebbe, quindi, una risposta evolutiva al cambiamento ambientale. Sono decisamente cambiate anche le abitudini alimentari. Abbandonata, o quasi, la dieta mediterranea, i giovani maschi optano per un regime alimentare generalmente iperproteico e ipercalorico.

Tra le abitudini nocive compare poi, inevitabilmente, il fumo di sigaretta che è maggiore tra i ragazzi leccesi (43 percento) rispetto ai coetanei del Nord (37 percento). A far uso di stupefacenti, specialmente marjiuana, sono le giovani leccesi che superano i coetanei maschi e le coetanee del resto d’Italia. Il campione salentino raggiunge il primo posto anche nel caso dei rapporti a rischio, quindi non protetti, che raggiungono la soglia del 50 percento contro il 35 percento di Padova. In entrambi i gruppi è stato poi riscontrato un uso frequente e precoce della pillola del giorno dopo (il 16 percento l’ha assunta almeno una volta e probabilmente quando era ancora minorenne).

Decisamente preoccupante è il calo del desiderio sessuale, se non l’assenza addirittura, e la frequenza dei casi di disfunzione erettile. La colpa? In parte è da ricercare nei comportamenti più disinibiti delle ragazze che possono “spaventare” i coetanei. Ma in buona misura è da attribuire soprattutto alla pratica dell’autoerotismo collegata alla frequentazione dei siti pornografici che raggiunge il 90 percento dei maschi e il 43 percento delle ragazze. Il ricorso a questa pratica, così massiccio, determinerebbe uno scollamento con la realtà dei rapporti sessuali ed il conseguente calo della libido.

Per quanto riguarda le abitudini sessuali, poi, emerge un significativo aumento della “sessualità fluida”, ovvero di quella condizione che oscilla tra l'eterossesualità e l'omosessualità: il dato oscilla tra il 10 e il 19 percento ed è più frequente nelle ragazze.

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