Corteo No Tap in città: polizia identifica e denuncia 22 attivisti

Alcuni dei 150 partecipanti alla manifestazione risponderanno di vari reati. La questura: “Cittadini e il Comune potranno costituirsi parte civile”

Un fotogramma estratto dal video diramato dalla polizia

LECCE – Imbrattamenti alla città e violenze contro le forze dell’ordine al corteo No Tap dello scorso 16 marzo: questa l’accusa mossa dalla questura del capoluogo salentino a 22 dei circa 150 partecipanti: alcuni di loro, fanno sapere da viale Otranto, sono stati identificati e denunciati, al termine di un mese di indagini. I fatti si riferiscono a una manifestazione che si è snodata lungo le vie di Lecce esattamente un mese addietro, alla quale hanno aderito coloro che sono contrari alla realizzazione del gasdotto. “Tra i manifestanti si è registrata la partecipazione di attivisti appartenenti all’area anarco-antagonista che, con azioni violente, hanno danneggiato il volto della città barocca”, scrivono i portavoce della questura, i quali proseguono: “Durante il tragitto, gli attivisti, anche in concorso tra loro, hanno imbrattato i muri anche di palazzi e teatri di importanza storica, lanciato oggetti contro le forze di polizia ed acceso ed esploso artifizi pirotecnici”.

Il giorno stesso della manifestazione l'assessore all'Ambiente del Comune di Lecce, Carlo Mignone, dopo aver annunciato l'immediata pulizia dei muri, a spese di Palazzo Carafa, si disse in attesa di “conoscere i nomi di chi ha danneggiato la città non solo per richiedere a costoro il ristoro dei danni subiti dalla comunità, ma anche e soprattutto per tutelare coloro i quali hanno solo esercitato, partecipando alla manifestazione, un legittimo atto di dissenso tutelato e garantito dalla nostra Carta Costituzionale.”  Gli investigatori della Digos hanno identificato e denunciato 22 attivisti ritenuti responsabili dei reati, a vario titolo, di imbrattamento di cose, getto pericoloso di cose, danneggiamento, resistenza, violenza e oltraggio a pubblico ufficiale, accensione ed esplosione di materiale pericoloso e violazione del foglio di via obbligatorio.

Il video: fotogrammi visionati dalla scientifica

Dieci individui dei 22 identificati erano presenti e sono stati denunciati per vari reati la sera dell'8 dicembre 2017, nei pressi del cantiere a San Basilio, dopo aver violato i divieti imposti dall’ordinanza prefettizia. L’individuazione è stata effettuata attraverso la visione di tutta la documentazione multimediale prodotta dagli agenti della polizia scientifica: “Abbiamo proceduto a scansionare frame per frame tutte le foto ed i video in modo da avere la certezza assoluta che il soggetto penalmente responsabile fosse lo stesso prima, durante e dopo l’atto vandalico e prima e dopo il travisamento compiuto per cercare di sottrarsi alle responsabilità civili e penali delle proprie azioni”.

L’informativa di reato, contenente l’elenco dei nominativi dei responsabili, è stata depositata presso la Procura della Repubblica. I cittadini che hanno subito dei danni, ma anche il Comune di Lecce, potranno decidere di costituirsi parte civile nel procedimento penale che scaturisce dalle odierne denunce. Per il momento il sindaco Carlo Salvemini ha semplicemente ringraziato "il questore e gli uomini della polizia di Stato per aver saputo in così breve tempo identificare e denunciare quanti hanno imbrattato hanno imbrattato monumenti, edifici pubblici, abitazioni private di cittadini leccesi e li ringrazio per il lavoro che svolgono ogni giorno in città a beneficio della sicurezza dei cittadini e del rispetto della legalità”.
 

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