Il rumore è cupo e fastidioso, ma l'origine resta ignota. Procura archivia il caso

L'indagine era stata aperta dopo segnalazioni di più cittadini. Un'approfondita perizia non ha però svelato le cause precise. E il caso è stato chiuso

LECCE - “Mi è sembrato di sentire un rumore, rumore”, cantava Raffaella Carrà nel 1974 e, molto più di recente, nell’estate del 2016, è quanto hanno denunciato diversi leccesi di più aree della città. Talmente esasperati dal “rumore disturbante” “cupo” “a bassa frequenza perdurante ininterrottamente anche nelle ore notturne 24 ore su 24, e tutti i giorni, sette giorni su sette”, da riunirsi in un’associazione (diciassette gli aderenti originari) e inviare raccomandate ad Arpa, Asl, Procura e Comune.  

L’associazione, dal nome molto rievocativo, “Difendiamo Lecce dal rumore cupo”, che nella denuncia s’è fatta rappresentare dall’avvocato Stefano Stefanelli, aveva individuato l’inizio di quello sgradevole sottofondo sonoro con i lavori di aggiornamento della fibra ottica. Ingaggiato un proprio consulente, l’ingegner Sergio Scardia, dai rilievi strumentali in alcune abitazioni coinvolte, era stata rilevata la presenza di toni varabili fra 20 e 50 Hz nel rumore ambientale che persistevano anche davanti allo scollegamento in maniera alternata di tutte le utenze elettriche degli edifici.

Designato un ctu

La questione del disturbo della quiete pubblica non è assolutamente da sottovalutare, mai. Può incidere, infatti, in maniera notevole sulla vita delle persone, provocando ansia e ammorbando il sonno. Tanto che sulla vicenda era stata aperta un’inchiesta penale a carico di ignoti. Il fascicolo era finito in mano al sostituto procuratore Francesca Miglietta che, proprio in questi giorni, s’è vista accogliere dal giudice per le indagini preliminari la richiesta di archiviazione formulata alla fine dello scorso anno, sulla scorta di una dettagliata analisi commissionata all’ingegner Antonio Paolo Carlucci, designato quale consulente tecnico d’ufficio.

Una corposa relazione

In una relazione di 43 pagine, il consulente, dopo una serie di esperimenti, è giunto alla conclusione che non si possa definire l’origine di quel rumore. Ad esempio, nelle vicinanze di un condominio di via Maggio (fra i vari luoghi in cui si lamentava il disturbo) è stata tolta l’alimentazione elettrica agli otto armadi per la fibra ottica presenti in zona, senza che però vi fossero variazioni nel rumore percepito. Stesso dicasi riproponendo l’esperimento per le utenze elettriche del condominio. O, ancora, provando a interrompere contemporaneamente sia la maggior parte delle utenze elettriche, sia le linee di trasmissione dei segnali telefonici e dati.

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Impossibile determinare l'origine

Ovviamente, questa è solo una sintesi estrema di un lavoro molto più complesso, svolto dal consulente sulle emissioni acustiche in più edifici, che contempla anche aspetti scientifici più profondi, come la “soglia di udibilità” e le percezioni soggettive rispetto al rumore. Tuttavia, la sostanza è una: non è stato possibile eliminare la fonte del problema, pur svolgendo approfondite analisi strumentali, e rilevando anche come in vari casi superi la soglia di tollerabilità.  Da qui, l’archiviazione dell’inchiesta alla quale gli stessi ricorrenti non avevano comunque non avevano avanzato opposizione.  

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