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Mercoledì, 24 Aprile 2024
Famiglia

Requisiti e funzionamento del "bonus mamme lavoratrici": tutte le informazioni

Per il 2024, in via sperimentale, il sostegno è attribuito in presenza di due figli. La misura è attribuita a chi è in possesso di un contratto a tempo indeterminato

La legge di bilancio 2024 ha previsto un “Bonus mamme”, ovvero l’esonero della contribuzione previdenziale (9,19% della retribuzione), fino a un massimo di 3mila euro annui da riparametrare su base mensile, per le lavoratrici che hanno almeno tre figli. Ma attenzione, per il 2024, in via sperimentale, il bonus è attribuito anche in presenza di due figli.

L’agevolazione riguarda tutte le dipendenti del settore pubblico e privato (anche agricolo, in somministrazione e in apprendistato) con contratto a tempo indeterminato. Sono escluse, invece, le lavoratrici domestiche. 

Le madri, in possesso dei requisiti sin dallo scorso mese hanno avuto diritto all’esonero di gennaio 2024. Se la nascita del secondo figlio interviene in corso d’anno, il bonus sarà riconosciuto dal mese di nascita fino al compimento del decimo anno del bambino.

Nel 2025 e nel 2026, invece, il beneficio è assegnato dalla nascita del terzo figlio e si conclude con il compimento del diciottesimo anno dell’ultimo figlio.

Le lavoratrici interessate all’agevolazione non devono presentare alcuna richiesta autonoma. Possono, invece,  rivolgersi direttamente ai propri datori di lavoro oppure utilizzare la funzionalità che sarà presto resa disponibile sull'apposito portale Inps

Sono escluse dal bonus, quindi, le madri di un solo figlio, anche se disabile e tutte coloro che non hanno un contratto a tempo indeterminato: lavoratici domestiche, pensionate, lavoratrici a tempo determinato, libere professioniste, disoccupate, collaboratrici occasionali.

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