Precari contro il maxi concorso per infermieri: "Il bando non ci tutela"

Un gruppo di lavoratori ha scritto ai sindacati e ai vertici della sanità: "Ci sentiamo abbandonati". La proposta: rivedere la percentuale dei posti riservata a loro

Foto di repertorio: la direzione generale della Asl di Lecce.

LECCE - Precari sul piede di guerra a causa del maxi concorso per gli infermieri annunciato alla fine dell'anno.

Nelle intenzioni del governatore Michele Emiliano saranno assunti mille e 300 infermieri tramite un concorso unico: valido, cioè, per le tre province.

Tra i lavoratori in servizio nelle varie Asl, però, ci sono anche persone che non godono di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato e hanno scritto ai vertici della sanità pugliese accusando apertamente la Regione Puglia di non aver “preso in considerazione” la loro posizione all'interno del bando.

Da ciò che è dato sapere sul concorso, ormai in dirittura d'arrivo, l'intenzione sarebbe quella di adottare una procedura sperimentale che tenga dentro sia la mobilità interna, sia che quella extra regionale.

Chi ha maturato alcuni anni di servizio con le aziende sanitarie chiede però di essere tutelato: “È sconcertante il fatto che la Regione non abbia nemmeno fatto una ricognizione della platea dei precari per avere contezza della situazione, prima di fissare le percentuali del concorso”.
 
Il bando dovrebbe comunque prevedere una riserva dei posti  per coloro che hanno maturato 36 mesi alla data di pubblicazione, con la possibilità di accedervi solo se si è in servizio.

“Si tratta una forma di riserva già prevista per legge – aggiungono gli interessati - ma che non presuppone il riconoscimento per chi vive una condizione di precariato illegittimo, come è stato nuovamente sancito dalla  Comunità europea nella procedura di infrazione di luglio di quest’anno inflitta all’Italia”.   

“La quota del 50 percento riservata alla mobilità non è imposta da alcuna norma: si tratta solo di una scelta puramente politica – si legge nella lettera -. Questo bando ci penalizza e non ci riconosce il merito della nostra abnegazione dimostrata nel sopperire l’annosa carenza di personale nella sanità locale”.

I precari si sono rivolti ai sindacati per far arrivare, per loro tramite, il malcontento fino ai piani alti della sanità regionale.

“Ci sentiamo abbandonati e lasciati in balia del nostro destino”, prosegue la missiva con cui i lavoratori chiedono ai direttori generali delle Asl di intervenire su tre direttrici.

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Operando, innanzitutto, una puntuale ricognizione di tutti i precari in servizio; rivedendo la percentuale riservata ai precari; inserendo nel concorso i criteri di tutela per il personale precario e una forma di preselezione al bando.

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