Sabato, 19 Giugno 2021
Scuola

Stabilizzazioni nella scuole. Cgil: "Centinaia a Lecce rischiano il taglio di salari"

Le stabilizzazioni previste dal Miur non copriranno la platea degli interessati. "È inaccettabile che una positiva e storica operazione produca anche perdita di posti di lavoro"

LECCE – Sono partite le internalizzazioni del Miur per i lavoratori degli appalti scolastici. Una buona notizia, sì, ma solo in parte.

E questo perché non tutti riusciranno a ottenere l'agognata stabilità. Le risorse non bastano per tutti e poi c'è da superare lo scoglio dei requisiti.

Così centinaia di persone, 660 ne ha calcolate la Cgil di Lecce nella sola provincia di Lecce, rischiano di essere tagliate fuori.

“Con l’impostazione attuale – spiegano i sindacalisti - un terzo degli aventi diritto otterrà un contratto full-time mentre ai due terzi toccherà soltanto un contratto a 18 ore settimanali”.

Cgil ha chiesto di attivare subito i tavoli interministeriali: “Lo slittamento al 1° marzo delle assunzioni in ruolo, deciso dal ministero dell’Istruzione, deve servire ad individuare le soluzioni per garantire lavoro e reddito a tutti”.

Su scala nazionale i posti disponibili per le attività di pulizia e ausiliariato nelle scuole statali non coprono la platea degli interessati: sono previsti, infatti, solo 6 mila 632 contratti full time.

In provincia di Lecce, l’allegato al decreto prevede l’assunzione a tempo indeterminato full-time solo per 222 lavoratori, per gli altri 438 è già previsto un contratto part-time a 18 ore. Per loro dunque, l’internalizzazione pur dando certezza occupazionale, si concretizzerà con una riduzione dell’orario di lavoro (da 35 ore settimanali a 18) e con una forte perdita di salario.

“Un taglio agli stipendi di questa portata causerà una vera bomba sociale”, denunciano Valentina Fragassi e Mirko Moscaggiuri, segretari generali di Cgil Lecce e Filcams Cgil Lecce.

“È inaccettabile che una positiva e storica operazione che stabilizzerà migliaia di lavoratori per mancanza di ascolto e coraggio, produca contestualmente perdita di salario e di posti di lavoro e provochi povertà sul territorio – hanno commentato i due esponenti del sindacato -. Facciamo appello ai politici locali, affinché intervengano presso il Governo per incrementare le risorse utili a garantire reddito e occupazione a tempo pieno per questi lavoratori, che da oltre 20 anni attendevano l’internalizzazione degli appalti”.

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