"Stipendi troppo bassi": scatta la protesta degli educatori dell'ambito di Nardò

I lavoratori del servizio di integrazione scolastica nei comuni dell'Ambito, rivolto ai ragazzi diversamente abili, sono sul piede di guerra. Fp Cgil chiede un incontro e l'intervento delle istituzioni

Foto di repertorio

Nardò – Compensi troppo bassi per gli educatori che si occupano degli studenti disabili a Nardò e negli altri comuni dell'ambito territoriale, quindi Copertino, Galatone, Leverano, Porto Cesareo e Seclì. Il personale del servizio di integrazione scolastica ha quindi deciso di proclamare lo stato d'agitazione per accendere il riflettore delle istituzioni sulla loro condizione professionale.

Il compenso orario degli 8 educatori e dei 24 operatori socio-sanitari di due cooperative (associate in Ati) vincitrici del relativo bando pubblico, è considerato dal sindacato Cgil così basso da “ledere la dignità del personale che peraltro deve raggiungere il posto di lavoro a proprie spese”.

Secondo il sindacato, l’affidamento del servizio di integrazione scolastica alle cooperative da parte dell'ambito di Nardò, “ha determinato un dimezzamento netto dello stipendio per i lavoratori che, durante le chiusure programmate della scuola, non possono recuperare le ore perse e devono necessariamente usufruire delle ferie accumulate che risultano insufficienti".

Il servizio peraltro ha una sua importanza cruciale, essendo destinato a tutti gli alunni delle scuole dell'infanzia, primarie e secondarie che hanno bisogno di un aiuto in più. La presenza di educatori e operatori sanitari (impiegati 24 ore alla settimana) garantisce un sostegno a tutti quei ragazzi che incontrano difficoltà nel percorso di studi e stimola atteggiamenti di accoglienza della diversità nei compagni.

I programmi prevedono anche alcune attività alternative che aiutano ad evitare fenomeni di emarginazione dei diversamente abili, promuovendo invece la piena integrazione nel sistema scolastico.

Come si diceva, il servizio è stato affidato a due cooperative che hanno vinto una gara telematica indetta dall'ambito territoriale per gli anni scolastici 2018-2019 e 2019-2020. Le ore di intervento professionale, secondo le indicazioni del bando di gara, prevedono il pagamento sulla base di una tariffa oraria.

La Funzione Pubblica di Cgil denuncia però “un'involuzione economica” dovuta al fatto che, prima del 2018, gli operatori erano impiegati nelle scuole 9 mesi all'anno e assunti con contratto a tempo indeterminato. I mesi estivi erano coperti economicamente grazie alla Naspi.

“Il decreto Dignità – spiega il segretario Floriano Polimeno – ha obbligato le cooperative ad assumere i dipendenti a tempo indeterminato. In questo modo gli operatori, durante i mesi estivi di sospensione delle attività scolastiche, si sono visti azzerare completamente la busta paga poiché non hanno potuto far ricorso ad alcun tipo di ammortizzatore sociale”.

Gli educatori e gli Oss si sono rimboccati le maniche, ed hanno presentato un progetto all’ambito territoriale di Nardò, per garantire la continuità del servizio durante l’anno scolastico: “Nessuno ha risposto però – sottolinea Polimeno – a dimostrazione del fatto che la privatizzazione non è sempre sinonimo di qualità. Solo un sistema pubblico, attento alla tutela e al sostegno delle persone più fragili, può fare la differenza”.

La situazione che pare essersi aggravata con la crisi del Covid-19 ora “rischia di implodere in tutta la sua drammaticità”, avverte Polimeno.

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Per questi motivi la segreteria di Fp Cgil ha chiesto sia un incontro urgente ai dirigenti dall'Ambito di Nardò sia l'intervento del prefetto, dell'assessore regionale al Lavoro e a tutte le istituzioni volto a trovare una rapida soluzione del problema.

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