Mercoledì, 16 Giugno 2021
Gallipoli

"Capolinea a Gallipoli per favorire il cicloturismo"

Legambiente spinge per una stazione di testa nella Città bella per incentivare la mobilità sostenibile. In treno e sulle due ruote per accogliere i turisti "verdi" della Nuova Zelanda e del Canada

Bici in una stazione italiana. Foto fornita da Legambiente.

GALLIPOLI - La sfida dei trasporti e della mobilità passa inesorabile anche da Gallipoli. Metropolitana di superficie a parte (appena riabilitata con il piano di interveto regionale per il Basso Salento) tiene ancora banco il nodo del possibile decentramento dal capoluogo della stazione di testa delle Ferrovie dello stato. E nella cittadina ionica non si perdono le speranze di rinvigorire la candidatura della stazione locale quale capolinea delle tratte a lunga percorrenza di Trenitalia. Anche se, nonostante i favori della classe dirigente provinciale sembrano convergere sulla tratta Lecce-Maglie, per il responsabile regionale dei Trasporti, Guglielmo Minervini, e per la vice presidente Loredana Capone, ll'arretramento della stazione di testa è un falso problema. Ma la di là dei nodi della politica, ecco che anche dagli ambientalisti gallipolini giunge il pieno sostegno alla proposta di una stazione di testa nella Città bella. Per ragioni che vanno al di là della mera strumentalizzazione campanilistica o di partigianeria per una corrente di pensiero piuttosto che un'altra.

Dal circolo locale di Legambiente parte una richiesta motivata e raccordata con l'incremento della mobilità ecosostenibile e con la possibilità di intercettare i nuovi flussi turistici che si muovono con i mezzi di trasporto leggero. In sintesi l'appello che parte dal coordinatore provinciale del Cigno verde, Maurizio Manna, è quello si di "insistere" sulla proposta avanzata per una stazione di testa a Gallipoli, ma perchè no anche su altre direttrici costiere, per dare impulso al cicloturismo in Puglia e nel Salento.

Un impulso al turismo in bicicletta nelle aree costiere e rurali può rappresentare un'occasione di svago per chi ha tempo libero e vuole conoscere luoghi interessanti e specifici della cultura tipica pugliese e salentina. Un contributo alla valorizzazione economica e allo sviluppo sostenibile anche dei territori spesso marginali ma ricchi dal punto di vista naturale, storico ed ambientale. In altre realtà dove sono state create le condizioni adeguate, il turismo in bicicletta ha dato importanti risultati in termini economici ed occupazionali. Ma per questo bisogna attrezzarsi al meglio. Il turista in bicicletta ha bisogno di itinerari ciclabili continui, riconoscibili e sicuri, di collegamenti integrati con gli altri nodi intermodali (stazioni, porti e aeroporti), di strutture ricettive adeguate per l'ospitalità e per il ricovero delle biciclette sull'esempio degli albergabici, di editoria specializzata, mappe e guide cicloturistiche oltre che di servizi specifici (come ad esempio noleggio bici, trasporto bagagli, accompagnatori di cicloturismo, servizi di riparazione ed assistenza cicli).

"Come parti in causa quali proponenti e titolari di misure, nelle scelte del territorio, circa il tema fondamentale della mobilità" spiega nel merito Manna, "esprimiamo pieno sostegno alla proposta da più parti avanzata di una stazione di testa delle Fs a Gallipoli, o più verosimilmente di un collegamento diretto della città ionica alla rete nazionale Rfi. E ciò non tanto per motivi di ordine storico o di campanile, ma guardando al futuro prossimo di un territorio che si sta dotando proprio in questi mesi di una rete di mobilità leggera tra le più avanzate de Salento, e che già ora è meta di un notevole flusso di turisti a basso impatto che raggiungono il territorio con mezzi pubblici e lo attraversano in bici o a piedi cercandone gli aspetti più autentici e ne rispettano gli equilibri". E a sentire Legambiente sarebbero già in tanti in marcia. Sono in tanti, vengono dalla Nuova Zelanda, o dal Canada come dall'italica Frosinone e sono un fenomeno in ascesa.

"Sono il Salento post Taranta e portano ricchezza economica" incalza il coordinatore verde "ma soprattutto ricchezza culturale, insegnando a noi indigeni come fruire e cosa vale veramente della nostra terra. Una stazione funzionale, interna all'abitato e connessa alle rotte della ciclabilità parallela alla costa e rivolte verso l'interno, è un fulcro indispensabile alla crescita sostenibile e alla conversione di Gallipoli e del suo straordinario entroterra da divertimentificio a basso costo e bassa qualità, a capitale del saper vivere in un Salento già oggi di eccellenza e d'esempio per il sud del nostro Paese". I recenti stanziamenti per questa rete e per i suoi nodi giunti attraverso il Sac locale e il Gal delle Terre Serre salentine secondo Legambiente richiedono questo e giustificano questo salto di qualità, di cui il rinnovo del parco rotabile delle Fse è stato recentemente un passo saliente.

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