Nardò Contrada Grotta Corsari

Sfonda porta, cosparge di benzina ex suocero e gli dà fuoco. Poi si barrica in casa con la nonna

Autore della vicenda, avvenuta a Nardò, un sorvegliato speciale di 31enne e nome noto alle cronache locali. Due giorni fa ha minacciato la ex compagna con le forbici e oggi ha fatto irruzione nell'appartamento

L'abitazione alla periferia di Nardò

NARDO’ – La storia d’amore sembra finire male. Molto male. Tanto che Alvise Miccoli, sorvegliato speciale neretino e nome noto alle cronache locali per svariati precedenti, ha quasi causato una strage. Tutto comincia questa mattina, intorno alle 10. Ma il risentimento verso la sua ex compagna, una ragazza di appena 20 anni, affonda le radici a un po’ di tempo addietro. Quando lei decide di troncare la relazione.Appena due giorni fa, il 31enne (arrestato anche a gennaio, perché sorpreso a rubare in un bar) ha minacciato la malcapitata di morte, brandendo un paio di forbici, di quelle normalmente utilizzate dai contadini per le potature degli arbusti. Ma la tensione fra i due è degenerata nella giornata di oggi. Miccoli si è infatti recato presso la casa dei genitori della ex, dove la ragazza attualmente risiede. Ha raggiunto l’abitazione in Contrada Grotta Corsari, nelle campagne che conducono in direzione di Avetrana, dove ha dato di matto.

MICCOLI Alvise-3Dapprima sfonda la porta, esibendo tra le mani una bottiglia in plastica contenente della benzina. Succede il finimondo. La 20enne, la quale intuisce immediatamente che è proprio lei la destinataria delle "attenzioni" dell'uomo, scappa sul terrazzo al primo piano. Si lancia nel vuoto per sfuggire a Miccoli, procurandosi una lesioni alla caviglia. Ma nonostante la ferita, riesce a raggiungere la strada, e a chiedere l'aiuto di un passante che le ha prestatao il cellulare.  Nell’appartamento, inatnto, vi è l’intera famiglia della vittima. L'ex suocero, imbraccia uno dei quattro  fucili da caccia, calibro 12, legalmente detenuti, per allontanare il 31enne. Ma quest’ultimo cosparge il liquido infiammabile sul corpo del 61enne e gli dà fuoco. L’uomo comincia a bruciare, soprattutto all'altezza delle braccia e del volto, mentre vengono allertati i soccorsi. Ma la furia di Miccoli non si arresta. Si barrica in casa con la nonna della sua ex, un'anziana non vedente, e con la sorella della ex, una giovane di 22 anni. Il sequestro dura dino all’arrivo dei soccorsi e delle forze dell’ordine.

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Il ferito, quasi arso vivo, viene accompagnato d’urgenza presso il centro Grandi ustionati dell’ospedale “Antonio Perrino” di Brindisi, dove è tuttora ricoverato in prognosi riservata per le ustioni di primo e secondo grado. Ma, fortunatamente, non in pericolo di vita. I militari dell'Arma, intanto, hanno convinto il 31enne a rilasciare i due ostaggi. Con la collaborazione dello stesso avvocato, hanno invitato Miccoli ad uscire dall'abitazione. Lui, intanto, è armato del fucile che ha sottratto al pensionato ustionato. Fa una richiesta: pretende di parlare con la sua ex, alla presenza degli inquirenti, per un chiarimento. Ed è ciò che avviene. La ragazza, nel frattempo in pronto soccorso per la frattura alla caviglia, lo sta ad ascoltare. Finge di acconsetire a tutte le sue richieste, d'accordo coi carabinieri, fino a quando Miccoli sarà disarmato. Le chiede di andare a vivere con lui e di sposarla. La 20enne è costretta a dire di sì. E non contento, pretende anche che venga trovata alla coppia un alloggio popolare dal Comune di Nardò. I militari inscenano una telefonata con i servizi sociali, e lo rassicurano sulla presenza di un appartamento a disposizione. Soltanto a quel punto Miccoli abbandona l'arma. Ma viene braccato e finisce in manette.2016-07-20-PHOTO-00000004-2

I carabinieri della stazione di Nardò, assieme ai colleghi della compagnia di Gallipoli, guidata dal capitano Michele Maselli, hanno accompagnato Miccoli in caserma, per interrogarlo. E' al vaglio degli inquirenti e della Procura della Repubblica di Lecce la posizione del sorvegliato speciale, condannato nel 2008 per rapina aggravata, successivamente per evasione dagli arresti domiciliari e, infine, anche pre reati relativi allo spaccio di stupefacenti e alla detenzione di armi. E' stato trasferito presso il carcere di Borgo San Nicola di Lecce, per una serie di reati: è infatti accusato di sequestro di persona, lesioni gravi (capo di imputazione che sarebbe stato quello di tentato omicidio, qualora le lesioni riportate dal 61enne fossero state ancora più gravi), violazioni delle misure restrittive, minacce, violazione di domicilio, danneggiamento e resistenza a pubblico ufficiale.

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