Nardò

Ronzino batte cinque e saluta i grillini. “Il Movimento mi ha deluso”

Atto conclusivo della divisione interna tra il pentastellato neritino, ex candidato sindaco e al parlamento europeo, e il Movimento 5 Stelle. "Il bilancio dopo quattro anni di aspettative è disastroso. Il percorso intrapreso è sbagliato"

Alfredo Ronzino

Lecce – L’ultimo saluto di Alfredo Ronzino al Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo. Quello definitivo. L’addio dopo la lacerazione latente, mutuata dopo anni di attivismo, di candidature di  servizio, di posizioni di rottura oltre gli schemi e di uscite televisive che hanno fatto discutere. E alimentare le divisioni. Il “dissidente” pentastellato neritino abbandona i grillini. Solo una questione di tempo, anche se concettualmente le strade tra l’ex candidato sindaco a Nardò, e al parlamento europeo nel maggio scorso, si erano già ampiamente divise. Le oltre 26 mila preferenze conquistate nella tornata per le europee non sono state sufficienti a proiettare Ronzino, e l’altro candidato neritino Cristian Casili, entrambi scelti dalla base dei “cittadini” pentastellati, nei paragi dell’emiciclo di Strasburgo e Bruxelles. Di contro la partecipazione dello stesso Ronzino, quattro giorni dopo le consultazioni, alla trasmissione Ballarò, allora condotta da Gianni Floris, non autorizzata dalla rete e dai meetup di Grillo, scatenò le ire e la disapprovazione di molti attivisti e di parlamentari tra cui la senatrice Barbara Lezzi. La strada del divorzio era ormai segnata.             

E ora Ronzino ha deciso di tagliare definitivamente i ponti. Non volendo barattare la sua indole di pensatore libero e scevro da reticolati della politica tradizionalmente intesa con il percorso non più condivisibile, da parte sua, intrapreso dal Movimento 5 Stelle. Lui, Ronzino che alla fine del 2010 ha aderito a quel movimento roboante e urlato messo in campo da Grillo seguendo direttrici ben definite: “arginare la volgarità nelle istituzioni; diffondere la tolleranza; dare voce a chi non ne ha; bandire la violenza, anche verbale. E per realizzare altri imprescindibili principi”. Il bilancio, dopo quattro anni di aspettative, per Ronzino, che tira i remi in barca, è a suo dire “disastroso”. Da qui la sua, amara, nota di commiato.   

“Per tanti versi il MoVimento 5 Stelle è una forza politica moralmente superiore alle altre” scrive Ronzino, “per altri versi, invece, ha dimostrato di essere un serbatoio di pericolosa e diseducativa anarchia, dove vale la legge del più forte. Il M5S rappresenta, inoltre e indiscutibilmente, un momento di regressione culturale. Mi pare ovvio che l'errore più grande lo abbia commesso io, scommettendo sulla possibilità che questo movimento politico potesse, in poche stagioni, sanare tutte le ingiustizie che ammorbano la nostra società. Non poteva accadere, ed avrei dovuto immaginarlo. Lascio campo libero” continua Ronzino, “ a tutti coloro che, oggi, stanno utilizzando il MoVimento per dimostrare agli altri e a se stessi di essere i più adatti, i più capaci a guidare le istituzioni, esattamente come si è sempre fatto nei partiti. Non è questo il percorso. Continuate pure”.

E poi la chiosa finale dell’ormai ex esponente pentastellato di Nardò. “Ho la netta sensazione che il progresso umano, quello della civiltà, passi attraverso un'incessante azione quotidiana” aggiunge Ronzino. Nessuno può ‘guidarci’ fuori dalle secche delle barbarie sociali. Possiamo farlo solo noi, individualmente e collettivamente, adottando uno stile di vita coerente con i principi che vorremmo vedere realizzati. Saluto i tanti amici sinceri incontrati durante questi quattro anni” conclude, “saluto anche tutti coloro che mi hanno osteggiato ed offeso, perché è soprattutto grazie a loro che ho visto i miei errori ed ho potuto fare un salto di qualità nel mio spirito. Io non mi piego”. E così Ronzino batte cinque e saluta Grillo e il suo movimento.

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