Mercoledì, 4 Agosto 2021
Cultura

LUIGI SPANO': L'ARTE DI VEDERE

Per tutto il mese di luglio 2008, a partire dal 1 luglio, alcune opere del Maestro Spanò saranno esposte presso il Castello Aragonese di Otranto

I "dispositivi di potere" della società borghese sono fatti di perversione/piacere/sapere. Spanò scavalca i linguaggi in una seria contro effettuazione dell'evento. Non si può dare evento e non si può dare spettacolo nell'aion, tutto si implica nella concrezione momentanea ed istantanea dell'attimo, non ci sono presupposti né pre-giudizi, tecniche automatiche di interpretazione del reale. Spanò è come un albero piantato nella terra (realtà) e da qui ne scaturisce una trasfigurazione/decostruzione fantastica ed esistenziale della stessa. Non ci sono scopi sociali, per carità, non ci sono scopi utili. La società per potersi tutelare e mantenere ha bisogno di agenti di socializzazione (scuola-famiglia), ha bisogno della religione, della cultura, della politica, dell'economia: Spanò sposta tutto di là dal sociale e dalla tensione "contrattualistica" di matrice hobbesiana e rousseauviana.

La concezione del tempo come aion e la concezione dell'eros in Spanò vanno di pari passo. L'erotico non è esente dai domìni discorsivi, viceversa, è esente dal discorso il porno e l'o-sceno. Non si può dare lettura del reale se non si presuppone che vi sono nella realtà elementi magici, esoterici e, come dicono gli "ignavi" elementi sovrannaturali. Questi ultimi, invece, sono, semplicemente naturali e, quando un uomo ha in sé l'arte di vedere (Aldous Huxlei) il resto, del resto dei tutti e dei troppi respingono il nuovo vedere il reale. Cosa fa, quindi, Spanò? Ha l'arte di vedere.

Non considerando un ordine temporale, ovvero, la divisione in anni dell'Opera di Spanò, bisogna vedere Hermes tra le cose, tutte le cose. Non si può porre una divisione temporale scandita dagli anni sessanta, settanta, ottanta, novanta e duemila nella produzione di Spanò. Gli oggetti di de-potenzializzano, si sublimano e sfuggono. La realtà è vaga, inutile, fantastica e sognante. Per tutto il mese di luglio 2008, a partire dal 1 luglio, alcune opere del Maestro Spanò saranno esposte presso il Castello Aragonese di Otranto. Un momento, questo, per vivere un attimo.

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