Fiona e Calimerina, le tartarughe ferite dopo le cure tornano nel loro mare

Nel pomeriggio di oggi sulla spiaggia di San Foca la liberazione dei due esemplari curati nel centro recupero di tartarughe marine di Calimera

SAN FOCA (Melendugno) - Curate dalla laceranti ferite provocate da insensibili fiocine che hanno lambito il cranio o da ami radenti finite nel palato, ora per Fiona e Calimerina è tempo di riprendere il mare e la propria vita. Sono le due tartarughe marine che questo pomeriggio sulla spiaggia di San Foca sono state riportate nel loro habitat naturale, liberate una volta ristabilite. L’auspicio ovviamente è quello di non dover mai più intervenire per prestare loro soccorso e di immaginarle sempre immerse nel nei fondali del loro immenso mare.

In questa giornata della liberazione dei due esemplari il Centro recupero tartarughe marine del Museo di Storia naturale del Salento ha dato il benvenuto e rivolto un augurio di buon lavoro  anche alla nuova amministrazione comunale di Calimera, presente con il neoeletto Gianluca Tommasi e il nuovo assessore con delega al museo di storia naturale, Antonella Bray. Alle attività di liberazione delle tartarughe hanno presso parte anche i militari della guardia costiera delle delegazione di spiaggia di San Foca.

Fiona era arrivata nella struttura di Calimera con una fiocina piantata alla base del cranio. E’ stata operata di urgenza dallo staff veterinario in collaborazione con il Centro veterinario Lupiae e dopo una rapida guarigione è stata pronta a riprendere il mare. Calimerina invece, un piccolo esemplare di circa tre anni, era stata trovata, con un amo conficcato nel palato, al largo di Santa Maria di Leuca e dopo un’operazione di rimozione dell’amo ed un periodo di riabilitazione, ha dimostrato di essere pronta anche lei a ritornare in mare. Alla liberazione, oltre ai rappresentanti  dell’amministrazione comunale di Calimera ha partecipato anche l’europarlamentare Andrea Caroppo, da sempre sensibile a temi di questo tipo e già sostenitore del centro recupero calimerese.

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“Il Museo di storia naturale del Salento è uno scrigno di tesori per tutti gli appassionati” commenta il sindaco Tommasi, “una delle sue gemme più preziose è senz'altro il Centro recupero tartarughe marine, attore sempre più centrale nelle azioni a difesa del nostro mare. Nei prossimi cinque anni, lavoreremo per rendere quest'esperienza sempre più solida ed indipendente, in linea con quanto previsto dal nostro programma elettorale”.

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