Mercoledì, 28 Luglio 2021
Elezioni comunali 2012 Centro / Piazza Sant'Oronzo

Crisi, lavoro e tasse, Vendola incalza: "Via l'Imu sulla casa, patrimoniale subito"

Il governatore di Puglia a Lecce per Loredana Capone. Duro attacco al populismo, ma non risparmia una forte critica al centrosinistra: "Negli ultimi 20 anni è stato in vacanza". La manifestazione aperta dai lavoratori Billa

Foto di Claudia De Biasi

LECCE - La morsa tenace della crisi economica e il fiato sul collo dell'altra politica di Beppe Grillo spostano decisamente a sinistra il baricentro della campagna elettorale. Uno spazio nel quale Nichi Vendola, giunto in Piazza Sant'oronzo per sostenere Loredana Capone, si muove a suo agio, rimarcando più volte nel suo intervento i temi della crisi, della difesa dell'occupazione, dell'iniquità sociale dei provvedimento del governo Monti: "La crisi non si risolve - dice in uno dei passaggi più acclamati da una folla non massiccia, ma sicuramente numerosa - impoverendo i ceti medio-bassi". Ed ecco subito una controproposta rispetto all'ineluttabilità delle decisioni dell'esecutivo tecnico: "Si cancelli subito l'Imu sulla prima casa e si applichi una volta per tutte una vera patrimoniale".

L'intervento del governatore pugliese riserva però un'introduzione al fulmicotone che, seppur declinata in termini generici, si capisce benissimo dove vuole andara a parare: "I popoli non si salvano con gli uomini forti e carismatici, ma con il carisma della democrazia". Il riferimento al comico genovese, fondatore e animatore del movimento che agita le notti di molti dirigenti politici per il consenso del quale viene accreditato dagli ultimi sondaggi, del resto è prevedibile. Le speranze di mettere i bastoni tra la ruote alla riconferma di Paolo Perrone come sindaco per i prossimi cinque anni, infatti, passano anche dalla capacità che il centrosinistra dimostrerà di contendere all'effervescenza delle "cinque stelle" il serbatoio degli indecisi e dei potenziali astensionisti. 

Per avere delle possibilità di riuscita, Vendola sa perfettamente che non si può raccontare la storia che la verità sta tutta da una parte e così affonda il coltello in un ventre che è anche il suo, disegnando anche la sorpresa sul volto dei tanti candidati che sono assiepati sul palco come una scenografia umana, peraltro piuttosto datata e inutile (quanti voti pensano di guadagnare così?): "Negli ultimi 20 anni la sinistra è stata in vacanza", esclama il governatore pugliese, al termine della parte più accorata del suo lungo discorso, quella relativa al lavoro che non c'è, ma anche a quello che c'è e che va difeso da facili delocalizzazioni e fughe di capitale. Appena sotto il palco alcuni lavoratori dell'ipermercato Billa - uno di loro ha aperto la manifestazione leggendo un messaggio sulla delicatissima fase di cui sono prigionieri - e quelli di altre aziende oggetto di estenuanti vertenze, ascoltano e talvolta applaudono, combattuti tra la speranza e il risucchio della rassegnazione.

folla-2-2Parla anche di rivolta, quella che sarà inevitabile "quando toccheranno la scuola e la sanità", e di giustizia sociale, non in chiave ideologica "ma per rilanciare l'economia". E porta l'esempio dei 2 milioni e mezzo di pensionati che vivono con il sussidio minimo: "Se 100 miliardi di euro venissero distribuiti su questi redditi, ogni anziano potrebbe fare qualcosa che non fa da tempo: comprarsi un paio di scarpe, andare al cinema, ordinare una pizza". Invoca la dea della vendetta quando racconta delle recenti peripezie della Lega Nord e rivendica anche, prima di terminare sfinito, la differenza nello stile nell'affrontare nelle sedi preposte tutte le grane giudiziarie legate alla sanità che lo hanno fatto finire sulle prime pagine dei giornali.

Loredana Capone, preceduta negli interventi da Carlo Salvemini (Lecce Bene Comune), Dario Stefano (assessore regionale alle Risorse agroalimentari), Sabrina Sansonetti (Idv) e Antonella Lifonso (Psi), ha insistito molto sulla sue origini popolari, sulla prospettiva di 3mila posti di lavoro nei prossimi 10 anni e sul disagio sociale di una città dove il potere preferisce "nascondere la polvere sotto il tappeto". Mancano cinque giorni alla chiusura della campagna elettorale e l'obiettivo della coalizione di centrosinistra è dichiaratamente quello di strappare il ballottoggio per poi rimettere tutto in discussione al secondo turno.  

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