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Foto di repertorio: la direzione generale Asl

Foto di repertorio: la direzione generale Asl

"A casa da aprile, nonostante l'emergenza": la protesta degli Oss precari

Torneranno a protestare il 3 marzo davanti alla sede della Asl per chiedere di restare in servizio 36 mesi. I sindacati reclamano un incontro urgente: "Rispettare l'accordo con la delegazione trattante"

LECCE – Clima teso e nervi scoperti per gli operatori socio-sanitari della Asl di Lecce (241 in tutto) che lavorano a tempo determinato. Ma che, dopo la proroga dei contratti concessa fino alla fine di marzo, non vedono prospettive davanti a sé.

In prima fila, per difendere il loro diritto a restare in servizio 36 mesi, ci sono i sindacati che hanno già proclamato lo stato d'agitazione. E programmato una manifestazione di protesta in via Miglietta per il 3 marzo, dalle 10 alle 14.

“La direzione generale, con la delibera 112 di febbraio, ha prorogato fino al 31 marzo la scadenza dei contratti degli Oss ma per queste figure professionali, e solo per loro, è escluso il rinnovo da aprile in poi”, ricordano Floriano Polimeno (Fp Cgil), Antonio Piccinno (Fp Cisl) e Antonio Tarantino (Fpl Uil).  

Le segreterie sindacali, in occasione della videoconferenza del 13 gennaio, hanno chiesto ai vertici della Asl di concedere la proroga, nel rispetto dei “precedenti verbali della delegazione con i quali si stabiliva che, a tutto il personale precario, dovevano essere garantiti i 36 mesi di lavoro”.

“Ciò nel rispetto di quanto sancito dalle norme nazionali in questo particolare periodo di pandemia, e dal decreto Milleproroghe che prevede lo slittamento del termine per raggiungere i requisiti per la stabilizzazione al 31 dicembre 2021”, precisano i sindacalisti.

Gli Oss intanto sono sul piede di guerra: “Siamo stati in prima linea durante l'emergenza Covid; ci hanno chiamati eroi ed elogiati in ogni modo. Noi stessi ci siamo esposti a rischi per la nostra salute e quella dei nostri cari, e adesso, nonostante ci avessero garantito che saremmo rimasti in servizio 36 mesi, saremo costretti a tornare a casa. Ci sentiamo buttati via”, ha lamentato una lavoratrice.

I sindacati hanno invitato la direzione generale a fissare un incontro nei prossimi giorni per eseguire le procedure di raffreddamento, ma il sit-in è, in ogni caso, confermato.

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