Censimento della "salute" dei pozzi: Asl propone coordinamento stabile

La mappa dei pozzi, sia dei 35 mila autorizzati sia di quelli abusivi, finirà nella banca dati varata dal servizio idrico regionale: l'idea si aggancia al progetto "Minore"

Foto di repertorio

LECCE – L'acqua di cui ci serviamo è salubre? Quanti sono i pozzi artesiani in provincia di Lecce? E in che condizioni versa la falda salentina? Sono queste le domande cruciali per la salvaguardia dell'ambiente e della salute pubblica, cui la Asl di Lecce vuole dare una risposta.

L'azienda ha infatti proposto un censimento dei pozzi autorizzati (35 mila) cui aggiungere quelli abusivi, che sono altrettanti, se non di più. Per contarli e schedarli occorrerà farli rientrare nella attività di controllo di vari enti cui è richiesta una collaborazione sinergica: l'obiettivo è quello di tutelare la falda e promuovere il riuso della risorsa idrica.

L'azione, fanno sapere dall'azienda, non sarà di tipo repressivo o punitiva. Al contrario: “Vogliamo mettere le persone in condizione di regolarizzare la situazione dei propri pozzi e salvaguardare la propria salute e quella degli altri”. La mappa dei pozzi finirà nella banca dati regionale che sarà varata dal servizio idrico regionale.

L'idea, nata sulla falsa riga del progetto di monitoraggio e tutela ambientale “Minore”, reca la firma del dipartimento di Prevenzione della Asl di Lecce che ha coinvolto gli enti preposti: Regione Puglia, Provincia di Lecce, Servizio idrico regionale. La direzione di via Miglietta ha messo a disposizione le competenze del dipartimento di Prevenzione, gestito da Giovanni De Filippis e del Servizio igiene e sicurezza pubblica, sicurezza dei lavoratori, sicurezza degli alimenti e servizi veterinari. Lo schema di lavoro è quello già collaudato con il progetto Minore che prevede monitoraggi idrici non obbligatori a livello regionale e che si avvale della collaborazione con Aqp, Arpa Puglia, i Consorzi di bonifica e Unisalento.

I primi risultati sono stati resi noti al grande pubblico alla fine del 2018 ed hanno sostanzialmente escluso rischi per la salute pubblica derivanti dall'inquinamento della falda. Sotto la lente d'ingrandimento sono finiti 104 pozzi dell’Acquedotto pugliese: tutti risultati entro i limiti di legge. Dalle analisi non è risultata infatti la presenza del glifosato, né di fitofarmaci. I parametri sono risultati tutti inferiori ai limiti di quantificazione. Con due eccezioni però: quella dei cloruri, la cui concentrazione ha sforato i parametri in 9 pozzi, e quella di un solo superamento del parametro escherichia coli a Trepuzzi.

Il secondo asse del progetto è quello della campagna di informazione e sensibilizzazione che ha coinvolto 1642 alunni di 20 istituti scolastici. I controlli del progetto Minore interesseranno ora un campione rappresentativo delle condizioni della falda. Il monitoraggio proverà a dare una risposta anche all’altro grande problema rappresentato dalle fosse biologiche a dispersione, una miriade di potenziali fonti di inquinamento della falda sparsi per tutto il Salento.
 

Potrebbe interessarti

  • Balneazione, un pericolo da non sottovalutare: le correnti di risacca

  • Addio agli aloni su finestre e specchi, come lavare i vetri di casa

  • Pannelli fotovoltaici: come funzionano e i vantaggi

  • Molteplici benefici per chi cammina in riva al mare

I più letti della settimana

  • Spaccio di cocaina nella "movida": 13 arresti e quattro locali rischiano la chiusura

  • Violento impatto fra un'Audi e uno scooter: muore il centauro

  • Un tuffo dall’alta scogliera: lesioni cervicali per un 16enne

  • Briatore scatenato su Instagram: “A Gallipoli mandano via gli yacht”

  • Scontro frontale tra due auto: 4 feriti. Coinvolta anche un’autocisterna

  • Scu, droga a fiumi e spari nella notte: in 46 rischiano il processo

Torna su
LeccePrima è in caricamento