Al via la Rete Oncologica Pugliese. Nel Salento circa 12 i nuovi casi ogni giorno

Presentata a Bari la struttura per protocolli e strategie comuni. Gaetano Di Rienzo scelto come coordinatore operativo per la provincia di Lecce

Giovanni Gorgoni, commissario straordinario dell'agenzia regionale per la salute.

LECCE - Sono 4mila 226 all’anno, poco meno di 12 al giorno, i nuovi casi di patologie tumorali in provincia di Lecce su un totale di 21mila in Puglia.

Maggiormente colpiti gli uomini, con 2mila 379 casi per un tasso standard (per 100mila abitanti) di 715,5, appena inferiore a quello nazionale e terzo a livello regionale, dopo le province di Bari e Foggia. Per le donne va meglio: si registrano mille e 847 casi, per un tasso standard di 427, il più basso sul territorio pugliese e sensibilmente inferiore a quello medio italiano (482,4). Le stime, fatte sul trend storico, escludono i carcinomi della pelle che per le loro peculiarità biologiche e cliniche, e per la difficoltà di un conteggio preciso, vengono considerati a parte. La fotografia complessiva della situazione pugliese è stata scattata a Bari durante l'insediamento della Rete Oncologica Pugliese.

Attualmente i pazienti salentini sono 28mila 712 (15mila 821 uomini e 12mila 891 donne) su un totale di 165mila 693: in numeri assoluti si tratta di una incidenza minore solo a quella del Barese ma la cifra va letta in rapporto alla popolazione residente e, da questa ottica, sia per gli uomini che per le donne nel Salento si ha il tasso grezzo più basso. Ancora differente è la valutazione se la prospettiva è quella dei cluster, cioè per aree ristrette, con incidenze significative in alcune zone piuttosto che in altre, anche per tipo di patologia.

Entro la fine dell’anno saranno avviate le sotto reti dedicate alla patologia oncologica del polmone, della prostata, del colon, dell’utero e della mammella. Entro il 2019 invece, saranno attivate quelle dedicate alla patologia oncologica del fegato, della vescica, del pancreas, dello stomaco, del melanoma, del rene e del testa/collo.

“Abbiamo fatto un lavoro e uno sforzo politico enorme per arrivare a questo risultato – ha dichiarato il presidente Emiliano –, oggi parliamo di cose fatte e non di cose che faremo. Quando sono diventato presidente ho trovato una totale disorganizzazione nel settore dell’oncologia. Ricordo che a Roma, quando sono andato per parlare della rete oncologica, mi hanno chiesto come mai in Puglia non ci fosse ancora. Adesso questa rete esiste e posso parlare dell’immenso lavoro fatto in questi due anni, dell’impegno, della vicinanza umana ai pazienti che costantemente tutti i protagonisti di questo processo hanno dimostrato”.

“Grazie alla rete oncologica - ha proseguito il governatore - abbiamo finalmente strategie e protocolli comuni. Non sarà più necessario andare fuori regione, in Lombardia o in Emilia, se non per casi di particolare gravità. Il perverso sistema nel quale il nord ha bisogno di portarci via i pazienti, oggi trova finalmente una risposta nelle rete oncologica. È stato un lavoro di generosità. Gli oncologi si sono prestati a costruire questa sinergia generosa, e questo è stato un gesto di grande intelligenza che ho molto apprezzato. Così come ho molto apprezzato anche una grande cittadinanza attiva che è sempre stata al nostro fianco, dandoci la giusta spinta e le giuste motivazioni”.

“L’architettura della rete oncologica è stata elaborata e messa a punto dall’agenzia regionale per la salute con un’attività di tessitura quasi amorevole – ha commentato il commissario straordinario, Giovanni Gorgoni – e abbiamo compiuto tutti insieme uno sforzo corale e orgogliosamente imperfetto, perché l’imperfezione lascia spazio al miglioramento e non diventa una più una scusa per non partire proprio. È una rete destinata a 21mila pazienti pugliesi di nuova diagnosi, ai 179mila che convivono con la malattia e ai 10mila che ci salutano, con la consapevolezza sempre che non si fa buona oncologia senza un avverbio - insieme - e soprattutto, con il primario obiettivo suggerito in un blog da un’ammalata di tumore, ossia leggere la malattia dal punto di vista del paziente e assumerne il suo vissuto”

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Durante l’incontro sono stati presentati anche i coordinatori operativi dei quattro dipartimenti integrativi nncologici nei quali è stata divisa la regione: Evaristo Maiello per la Capitanata, Antonio Moschetta per il Barese, Salvatore Pisconti per l’area jonico adriatica e Gaetano Di Rienzo per il Salento.

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