Una statua per ricordare la figura del marchese Francesco Castromediano

Cavallino onora così l'uomo che a metà del 1600 lo rese un centro di spessore culturale grazie alle opere che fece erigere

CAVALLINO - “Il mio Francesco Castromediano è così vicino e presente, con l'evidenza dell'abbigliamento della sua epoca, col mantello e la spada, che attestano la verità della sua storica immagine”.

Così lo scultore Salvatore Spedicato, originario di Arnesano, rappresenta la statua di bronzo che sarà inaugurata ufficialmente domenica 12 novembre alla 11,30, presso il largo tra le vie Garibaldi e Dante, a Cavallino. Qui è stato collocato il monumento con cui la comunità rende omaggio al suo primo marchese, Francesco Castromediano di Lymburgh. A lui si devono, nella metà del ‘600, molti beni architettonici di cui oggi è ricco il territorio.

Francesco Castromediano, discendente del condottiero militare tedesco Kiliano di Lymburgh, che arrivò in Italia nel 1156 e che diede origine al casato che s’insediò nel Salento nel XV secolo con l’acquisto, fra l’altro, proprio del feudo di Cavallino, come riportano fonti storiche, è noto, fra l’altro, per aver commissionato la costruzione del convento dei frati Domenicani, portando una comunità monastica in paese.

Sempre il marchese Francesco Castromediano, fu artefice della dotazione nel convento di uno studium e di una biblioteca tra le maggiori di Terra d'Otranto. Opere che resero Cavallino  fra i maggiori centri di cultura dell’epoca. Ancora,  a lui si deve l'ampliamento della Galleria del palazzo marchesale di Castromedaino, dopo il matrimonio con Beatrice Acquaviva d’Aragona. Fece costruire la parte superiore, dotandola degli affreschi di Francesco Florio che rappresentano la dodici costellazioni, delle quindici statue dello scultore palermitano Carlo Aprile e che rappresentano le Virtù.

Sempre a Francesco Castromediano si deve la realizzazione del pozzo di San Domenico, sotto il cui protettorato la marchesa  Beatrice volle affidare Cavallino, sormontato dalla meravigliosa statua del Santo Predicatore.

“Nella mia interpretazione – prosegue lo scultore Spedicato -, credo non ci sia nulla di retorico o di archeologico,  ma un sentimento dell'antico, come esempio di nobiltà morale, che si fa attuale, moderno. Vi traspare un lavoro di scavo lento e meditato, in cui trovi mestiere e regola, il filo a piombo e la geometria del costruttore, che obbligano al metodo e al rigore matematico e che tuttavia non respingono istinto e poesia”.

“Si consideri che un'opera come la raffigurazione del Castromediano – aggiunge - dev'essere attraversata dalla corrente dei secoli, che la narrazione plastica deve reggere ad una lunga osservazione, resistere all'usura del tempo. Ora che l'ho licenziata, riguardandola con un certo distacco che mi s'impone, se la presunzione non mi fa velo, l'evidenza di una potente figura con l'energia che la percorre nella scorrevolezza del discorso plastico in asciutta unità stilistica”.

“Modellandola – conclude -, sentivo vibrare il canto della forma e alla fine ho la sensazione di averla realizzata nel modo migliore, secondo le mie capacità, imprimendole uno stigma anticamente moderno e modernamente antico”.

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All’inaugurazione di domenica saranno presenti il sindaco Bruno Ciccarese Gorgoni e Alessandro Laporta, già direttore della Biblioteca provinciale di Lecce. Benedirà il monumento il parroco di Cavallino, don Gaetano Tornese.

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