Tra auto che sfrecciano e lampioni coperti, viaggio su via Padre Bernardino

Teatro di troppi incidenti stradali, sulla strada vicino al sottopasso per San Cesario di Lecce, c'è chi urla "giustizia"

LECCE- Resta impresso il buio che cala al di sotto delle chiome delle querce che imprigionano i lampioni della strada, lo scorrere a gran velocità degli pneumatici che scivolano sui sampietrini e un campanello della bicicletta che credi di aver udito ma non vedi, tra lo stridere dei clacson degli automobilisti isterici: siamo in via Padre Bernardino Realino, vicino al sottopasso che conduce a San Cesario di Lecce, teatro di troppi incidenti stradali.

È giusto di una settimana fa l’ultimo investimento di una donna in monopattino andato in scena nella serata del 28 gennaio: è stata sbalzata dal suo mezzo a due ruote riportando un trauma cranico, uno al torace e all'addome e fratture a spalla e braccio, da un pirata che è ricercato dalle forze dell’ordine.

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“La situazione di via Padre Bernardino non risente dell'assenza delle istituzioni ma grida giustizia” afferma un residente della zona stanco di dover denunciare la mancanza della segnaletica orizzontale sul manto stradale, la presenza nauseabonda della spazzatura che di tanto in tanto viene abbandonata accanto al vivaio e l’assoluta carenza di illuminazione pubblica. Anche se, per dirla tutta, i lampioni lungo via Padre Bernardino ci sono e funzionano, ma chi beneficia della luce sono i rami delle querce che se li ritrovano intersecati tra il fogliame. Mentre sull’asfalto, a tratti, si proietta una fioca luce che trafigge la chioma, come se fosse una chiamata dal cielo per qualcuno che si accinge a percorrere quella via.

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Giù, buio pesto. E nell’ombra degli alberi, per non bastare, sfrecciano le auto a 100 chilometri orari incuranti della possibilità che sul loro cammino potrebbero incontrare un ciclista. Oppure un bambino con un mamma che ci accingono ad attraversare. O un disabile che deve necessariamente scorrere lungo la strada perché il marciapiede è pieno di dislivelli.

“Non un autovelox – suggerisce anche il residente – e siamo a soli 400 metri da Porta San Biagio”. “Eppure - prosegue il cittadino sfiduciato – il livello di tassazione Imu, Tasi e Tari è identico a quello di Piazza Sant’Oronzo”. Ma è evidente, a questo punto, che la vita dei residenti che vivono in zona  è meno importante. 

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