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Corvino e il feeling con il Montenegro: “Dopo Vucinic e Jovetic, non c’è due senza tre”

In mattinata la presentazione di Krstovic che a Firenze è subito andato in gol. Poi il punto della situazione sul mercato che venerdì chiude i battenti: non ci dovrebbero essere altre operazioni in entrata

LECCE – Lo scorso anno era “puoi sbagliare moglie, ma non il portiere e l’attaccante”, oggi c’è qualcosa di più: “Potrei dire è comu Gesù Cristu te lu manna (come Gesù te lo manda)”.

Nella conferenza di presentazione di Nikola Krstovic, l’attaccante montenegrino che ha subito timbrato il cartellino con il gol del definitivo 2 a 2 a Firenze, Pantaleo Corvino ha fatto un’altra delle sue incursioni dialettali, ma il ricorso al patrimonio verbale salentino non ha fatto certo perdere la sostanza del concetto che è grosso modo questa: mi prendo la responsabilità della scelta che ho fatto l’anno scorso con Ceesay e Colombo, e la rivendico, così come mi prendo oggi quella di aver preso Krstovic.

Il direttore dell’area tecnica ha commentato così l’operazione che ha ridato al Lecce un attaccante di ruolo (oltre al giovane Burnete): “Si è trattato di una gestazione lunga, non di un parto last minute, perché dovevamo individuare una potenzialità che si coniugasse con la linea della sostenibilità economica, ma anche con l’esigenza di trovare un attaccante che facesse al caso nostro”.

Corvino, che di talenti ne ha intercettati tanti molto prima che altri si accorgessero della loro esistenza, è parso visibilmente soddisfatto e ha svelato anche un aneddoto: quando già l’accordo con il Dunajska Streda era concluso, ha telefonato a Vucinic, che è nello staff della Nazionale del Montenegro, per avere un parere sul calciatore. Il giudizio è stato molto positivo e allora Corvino ha precisato di dover spendere molto per chiudere l'affare. Alla domanda dell'interlocutore di cosa volesse dire 'molto', ha risposto che si trattava di una decina di milioni di euro, ma Vucinic non ha avuto ripensamenti: “Prendilo” avrebbe detto con nettezza. Il direttore, a scanso di equivoci, ha poi subito chiarito di non aver speso tanto, ma circa 4 milioni di euro.

Con Vucinic, ovviamente, ha parlato lo stesso Krstovic che ha raccontato di ispirarsi a lui e a Ibrahimovic nell’interpretazione del ruolo di centravanti. Per il 23enne che prima del match di Firenze aveva svolto un solo allenamento con i nuovi compagni, quello di rifinitura, non si poteva sperare in un esordio migliore: “In un gruppo Whatsapp di cui faccio parte ho ricevuto decine di messaggi che annunciavano un mio gol. Mi sentivo strano, poi il mister mi ha buttato dentro ed è stato fantastico. Nella riunione tecnica ho visto un video di un’ora per studiare i nostri movimenti, in partita mi sono accorto che le linee di passaggio erano chiuse e allora sono arretrato di qualche metro”. E, infatti, nell’azione che lui stesso ha chiuso con la precisa finalizzazione di testa, c’è anche la sua corsa verso Pongracic per ricevere il passaggio del croato all’altezza della trequarti.

La situazione di Di Francesco e di Maleh

A margine della presentazione di Krstovic, il direttore ha poi risposto ad alcune domande sulla campagna trasferimenti, che chiuderà venerdì sera. Prima di tutto Corvino ha rimarcato il tanto lavoro fatto finora, dalla valorizzazione degli elementi provenienti dalla Primavera, all’acquisto del cartellino di numerosi calciatori (Falcone, Pongracic, Oudin, Venuti, Ramadani, Kaba, Rafia, Venuti, Krstovic), poi ha fatto qualche accenno alla situazione di Di Francesco e di Maleh: la cessione dell’esterno offensivo è possibile e la ragione risiederebbe nella volontà del calciatore di giocare con continuità (a Lecce, per il momento, ha Banda davanti nelle gerarchie), ma se pure l’operazione col Palermo si dovesse fare, difficilmente il Lecce ritonerà sul mercato. “Come esterni ci sono Banda, Almqvist, Corfitzen e in emergenza ci può essere anche Oudin", ha precisato il direttore sottolineando l’importanza della flessibilità per un club come il Lecce che deve fare di necessità virtù. In pratica, non si prevedono nuovi arrivi alla corte di mister D'Aversa: “La volta precedente avevamo detto che avremmo preso due centrocampisti e un attaccante. Sono arrivati Kaba, Oudin e Krstovic, ma abbiamo tesserato anche un difensor,e Touba”.

Per quanto riguarda, invece, Maleh, l'ex Fiorentina non si dovrebbe muovere da Lecce (eppure alcuni siti specializzati parlano però di un possibile passaggio in prestito all'Empoli, ndr): nel reparto di centrocampo – ha precisato Corvino – ci vogliono sette, otto elementi pronti a tenere botta: “In serie A sono il primo per attività e quindi per esperienza posso dire che il livello quest’anno si è alzato e non di poco. Le grandi fanno fatica a vincere con le piccole e alcune volte perdono pure, vedi l’Atalanta a Frosinone o la Roma a Verona. Io l’ho capito all’inizio del calciomercato, vedendo le possibilità di alcune proprietà, penso al Cagliari, al Genoa. Magari anche voi ve ne state rendendo conto in queste prima giornate” ha aggiunto rivolgendosi ai cronisti.

Ultimo capitolo, l'attacco: la partenza di Voelkerling (ceduto in prestito al Vitesse con diritto di opzione per il club olandese), non sarà colmata, almeno stando alle parole del direttore. Il Lecce, ha detto Corvino, ha il coraggio di scommettere su Burnete sapendo di poter contare anche su Strefezza che in termini realizzativi è uno che non ha molto da invidiare ai centravanti di professione.

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