Martedì, 15 Giugno 2021
Casarano

Baruffa e scambio d'accuse sul dissesto per le casse comunali a Casarano

Il Comune è in dissesto. Lo dice la Corte dei conti che lo decreterà il 28 ottobre prossimo. Ma è anche la via del sindaco Gianni Stefàno che vede in questa scelta “obbligata” l’unico modo di salvare la città. E le poltrone della giunta, come tengono a sottolineare dall’opposizione

Uno scorcio del centro di Casarano.

CASARANO - Il comune di Casarano è in dissesto. Lo dice la Corte dei conti che lo decreterà il 28 ottobre prossimo. Ma è anche la via del sindaco Gianni Stefàno che vede in questa scelta “obbligata” l’unico modo di salvare la città. E le poltrone della giunta comunale, come tengono a sottolineare dall’opposizione.

Il 16 ottobre scorso, infatti, la Giunta Stefàno aveva dichiarato il dissesto prevedendo di deliberarlo durante la seduta del Consiglio comunale del 27 successivo. Data in cui all’ordine del giorno è fissata l’approvazione del bilancio di previsione, e che anticiperebbe di un solo giorno la caduta della tegola sulla testa degli amministratori di Casarano.

Una strategia che consentirebbe a sindaco e maggioranza, stando alla minoranza, di mantenere sia il posto che gli stipendi a danno dei cittadini.

“La decisione di dichiarare lo stato di dissesto finanziario – chiarisce il sindaco Stefàno in una lettera aperta – non è frutto di una scelta discrezionale dell’ente. Rappresenta piuttosto una determinazione vincolata e ineludibile in presenza dei presupposti fissati dalla legge (art. 244 del Tuel)”.

Infatti, l’omessa o tardiva dichiarazione arrecherebbe danni ulteriori a quelli già occorsi all’amministrazione casaranese in maniera particolare per il fatto di impedire al Comune di avvalersi delle agevolazioni previste in materia dal decreto legislativo 267/2000 rivolto proprio al ripristino degli equilibri di cassa e di bilancio.

Ma tanto per gli esponenti locali della sezione Lenin del Partito comunista, coordinati da Vladimiro Guida, quanto per quelli del Partito democratico, per Stefàno e la sua Giunta sarebbe ora di levare le tende. Così mentre i primi minacciano che se il sindaco e i suoi non si dimetteranno entro breve, e comunque prima della prossima riunione di Giunta, occuperanno palazzo di città, i secondi, tramite il componente della direzione provinciale Pd di Lecce e Casarano, Giuseppe Coletta, propongono alle forze di sinistra di fare fronte comune ma anche di vigilare sulla effettiva trasparenza delle operazioni di alienazione dei beni cartolarizzati che potrebbero portare a non salvaguardare gli interessi dei casaranesi ma quelli delle poche persone coinvolte direttamente nella vendita degli stessi definita da Coletta una “trattativa privata”.

Per Coletta, che ricorda come la Giunta Stefàno abbia tolto di mezzo la società che si occupava proprio delle alienazioni, il pericolo non sarebbe una semplice ipotesi.

“Alcune domande sorgono spontanee: come saranno scelti i contraenti se verrà utilizzata la procedura della “Trattativa privata”? Come verranno contabilizzate, in bilancio, le entrate se non si prevedono e conoscono le somme derivanti dal Piano di alienazione? E bene ricordare che, con “Casarano Città Contemporanea”, la vendita del patrimonio comunale veniva effettuata secondo i criteri preposti dalla legge: economicità, trasparenza e soprattutto imparzialità ed assicurava capitali certi e contabilizzabili. Il piano di alienazione a firma Stefàno, oltre che favorire i soliti “amici” determinerà, lo squilibrio del cilancio comunale".

Ma Guida del Partito comunista affonda sul Pd, reo a suo dire di aver "fatto cassa personale, con i soldi dei cittadini  sistemando anche amici e parenti in società che non servivano a nulla se non a loro e per fortuna che sono  state chiuse, mentre il PdL adesso Forza Italia ha pensato al resto ed ora che la corte dei conti ha decretato il dissesto, loro, pensano bene di anticipare il consiglio comunale per dichiarare il fallimento, facendo in modo  di restare incollati alle poltrone a gestire gli affari che li contraddistinguono".

Una strada senza vie d’uscita, come si diceva, per l’amministrazione casaranese perché oltre alla delibera della Corte dei xonti che per non commissariare vuole il risanamento entro sei mesi si aggiungerebbero, come fanno sapere gli esponenti dell’opposizione, il parere sfavorevole del revisore dei conti e del responsabile dei servizi finanziari.

Per il riconfermato presidente della Provincia, Antonio Gabellone, che offre il suo appoggio incondizionato a Stefàno, questa è la strada giusta da intraprendere che, pur costando sacrifici e sofferenza politica, permetterà all’amministrazione guidata dal sindaco forzista di proseguire e, gradualmente, ripartire. Dello stesso avviso gli esponenti salentini di via Capruzzi – Luigi Mazzei, Aldo Aloisi, Antonio Barba ed Erio Congedo – che rimandano indietro l’accusa di “gestione troppo disinvolta” delle economie locali sollevata dall’opposizione alla “disastrosa eredità scaturita dalle passate amministrazioni di sinistra”.

“Il ricorso alla procedura pluriennale di riequilibrio finanziario –  conclude Stefàno – non può rappresentare un espediente per evitare la dichiarazione di dissesto e rinviare ad un momento successivo l’attuazione di misure che, invece, andrebbero applicate immediatamente”.

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