Mercoledì, 16 Giugno 2021
Gallipoli

Barba riabbraccia Forza Italia. “Non si può decidere senza di me, stop a Perruccio”

Strappo definitivo con Fitto e rigetto dell'accordo per l'indicazione del candidato sindaco. Vitali: "C'è un fatto nuovo, tutto da rifare"

Il gruppo di Forza Italia

GALLIPOLI -  Tutto da rifare, o quasi. Un accordo per indicare la strada maestra e la candidatura a sindaco del centrodestra gallipolino prescindendo dal carisma e dalla influenza nelle decisioni di Vincenzo Barba non si può fare. O meglio, non si doveva fare. E l’ex senatore  rilancia e rimette la palla al centro. Ufficializza il divorzio da Fitto e dal Cor, e rientra, accolto a braccia aperte, nella “casa madre” di Forza Italia.

Bloccando di fatto sul nascere la scelta di far correre come candidato del centrodestra a Gallipoli l’ex presidente del Consiglio comunale ionico, e già candidato sindaco nel 2012 con la civica Gallipoli VogliAmo, Giuseppe Perruccio, suggellata appena  48ore prima da un verbale di accordo sottoscritto dall’asse fittiano di Marti, Gabellone e Frasca, da Forza Italia, Noi Con Salvini, e dalla, costituenda civica Crescere Insieme, legata all’ex consigliere Salvatore Guglielmetti.

Una corsa in avanti per rompere gli indugi e l’empasse sulla quale ha pesato l’esclusione dalla contrattazione proprio dell’ex senatore gallipolino e che non ha visto coinvolti nell’intesa di coalizione anche l’Udc e Italia Destati di Quintana. E lo strappo è servito. Un ennesimo sgarbo politico che ha accelerato il divorzio già latente tra Barba e Fitto e che si è concluso con l’annuncio del passaggio dirompente del già senatore nell’alveo di Forza Italia.

"Le carte si rimescolano” come ha annunciato in sede di ufficializzazione Barba che di fatto straccia i contenuti di quell’accordo, che non riconosce, tanto da aver comunicato al coordinatore provinciale Antonio Gabellone, di “far rispettare quel verbale da chi lo ha firmato, non certo da Vincenzo Barba che da oggi non è più del Cor”. E stoppa la candidatura di Giuseppe Perruccio a sindaco, almeno nella sua formulazione primordiale. Perché ora l’ingresso di Barba in Forza Italia porta gli azzurri a rivedere tempi, modi e indicazioni di strategie e di uomini in campo.

Lo dice apertamente il coordinatore regionale azzurro Luigi Vitali che non disconosce il fatto che il suo partito abbia partecipato, ufficialmente rappresentato dai referenti cittadino e provinciale (Antonio Baldari e Paride Mazzotta), all’intesa su Perruccio con il Cor e le altre forze politiche presenti. Ma ignorando il fatto che su tale accordo il Cor non avesse avuto la “legittima e autorevole” approvazione anche di Vincenzo Barba.   

“Siamo qui per comunicare la gradita adesione del sentore Barba al Forza Italia” ha detto Vitali, “una decisione che matura oggi ma che è frutto di una lunga fase di dialogo avviata già da un anno e quindi non può configurasi come una scelta contro qualcuno. Siamo anche qui  perché in seguito allo sgarbo ricevuto dal senatore nell’ambito dell’intesa per la indicazione del candidato sindaco a Gallipoli del centrodestra, ora bisogna rivedere il tutto. Perché” spiega Vitali, “ora è accaduto un fatto nuovo. L’adesione di Barba è per noi un fatto determinante, perché Barba è utile e necessario non solo a Gallipoli, ma nell’economia generale del nostro partito. Come avevamo pianificato nell’accordo regionale con i Conservatori e riformisti, soprattutto nelle realtà maggiori, l’intesa unitaria del centrodestra deve essere improntata a mutuare le scelte migliori e utili per la vittoria  e la governabilità.

E per il caso di Gallipoli ora è tutto da rifare, tranne che qualcuno non venga a dirmi che qui a Gallipoli, Barba non è utile e necessario, o è ininfluente alla vittoria delle elezioni. E non mi sembra che sia così”. Palla al centro e carte di nuovo sparigliate quindi. Come ha precisato lo stesso Vincenzo Barba, contornato nella sede di via Minniti dai fedelissimi e dai vertici azzurri: da Luigi Vitali, a Giorgio Costa, Andrea Caroppo, Adriana Poli Bortone, Paolo Pagliaro, Filomena D’Antini, Paride Mazzotta, Andrea Baldari, oltre anche agli “invitati” Quintana e all’Udc gallipolina.

“Non potevo certo accettare che alcuni colonnelli del Cor e personalità che non sono di Gallipoli e non hanno alcun legame con la gallipolinità potessero decidere sulla scelta non condivisa di un candidato sindaco e soprattutto sulle sorti future di questa città” ha detto Barba, “per questo non riconoscendomi nell’operato di Marti, Gabellone, Frasca, dei vari Di Mattina, Minutello, Chianella e Guglielmetti, che hanno deciso tutto senza tener contro di noi barbiani e del nostro ruolo sul territorio, ho deciso di abbandonare il Cor e accettare l’invito che da tempo è venuto dagli amici Vitali, Costa, Caroppo, da Adriana Poli Bortone, Paolo Pagliaro di riabbracciare Forza Italia. Questo significa, come ho spiegato anche a Gabellone” ha concluso Barba, “che quell’accordo e quella indicazione per noi non ha alcun valore, che si ribalta tutto, si  rimette la palla al centro. E si riparte”.                                                         

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