Sabato, 31 Luglio 2021
Gallipoli

Comitato civico in lotta contro il Comune: "Castello Angioino svenduto"

Nasce il "Comitato cittadino di liberazione" che propone iniziative di protesta e sensibilizzazione sull'uso dei monumenti e per frenare la vendita degli immobili comunali. Raccolta di firme e sit in per la visita gratuita al maniero

GALLIPOLI  - Il nome di battaglia è già tutto un programma. Fitto e agguerrito, e con iniziative di richiamo e di risveglio delle coscienze e del riscatto del senso di appartenenza alla propria città. E con azioni dimostrative atte a garantire la libera fruizione di beni e monumenti più rappresentativi della città bella. Il neo costituito “Il Comitato cittadino di Liberazione” in quel di Gallipoli serra le fila e i ranghi. Chiama a raccolta adepti e cittadini scontenti o chiaramente in dissenso con le decisioni intraprese dall’amministrazione comunale. Nulla di riconducibile ad appartenenze politiche o contrapposizioni legate a schieramenti partitici. Questo viene precisato anche nelle note ufficiali e sulle locandine di richiamo pubblicizzate sui social network.

E già per domenica prossima, 3 agosto, a partire dalle 19, è stata lanciata una prima iniziativa curata dal Comitato a sostegno della libera fruizione delle sale del castello Angioino, recentemente riaperto al pubblico e alle visite guidate con il pagamento di un ticket e affidato, dopo un bando pubblico e una gara d’appalto, alla gestione di un’associazione temporanea di scopo. “La prima, ma significativa iniziativa, riguarda la svendita che l'amministrazione comunale ha fatto, del complesso monumentale del castello di Gallipoli” accusano in una nota dal Comitato civico, “affidato in concessione ad una società, a cui, noi riteniamo, non sia stato richiesto il giusto prezzo della concessione del bene, viste le enormi potenzialità economiche, culturali e turistiche del bene pubblico, con un'operazione di elusione e violazione di norme di legge, ma che pochi hanno avuto la forza ed il coraggio di denunciare, men che meno i consiglieri, che si sono visti scippare la propria competenza a danno del Consiglio comunale”.

E l’iniziativa in concreto prende spunto da una recente legge dello Stato, entrata in vigore il 25 giugno scorso, e che in sintesi prevede che, la prima domenica di ogni mese i cittadini, e comunque chiunque abbia voglia di visitare in Italia i siti monumentali, sia che siano gestiti dallo Stato, dai Comuni, dalle Provincie, che dai concessionari, non debbano pagare alcuna tariffa, ed il gestore deve offrire il bene alla visita gratuita di chiunque avesse voglia di farlo.

“Verificato che la prima domenica di luglio ciò non è avvenuto” precisano dal Comitato, “perché il concessionario non ha applicato tale beneficio, né il Comune, ente concedente, ha invitato il concessionario a farlo, abbiamo ritenuto utile svegliare le coscienze di quanti, pur stanchi della cattiva gestione locale della cosa pubblica, non sentono culturalmente il bisogno di manifestare, proponendoci in un Comitato, e perseguire lo scopo di far sentire forte la nostra voce con  iniziative forti e di spessore mettendo il fiato sul collo di questa amministrazione comunale”. In occasione della manifestazione annunciata per la prima domenica di agosto nei pressi dell’ingresso del maniero in piazza Imbriani, il Comitato ha in serbo altre iniziative a corredo e altre richieste. Sarà chiesto formalmente che l'incasso dei biglietti di entrata al castello della prima domenica di luglio (per la prima giornata di applicazione della nuova legge), sia interamente devoluta ad un'associazione benefica.

Ma non solo. Se l’iniziativa avrà il seguito sperato verrà avviata una raccolta firme con la quale si chiederà all’amministrazione comunale in carica di cambiare rotta su alcune decisioni che riguardano l’alienazione del complesso dell’ex istituto Salesiani, la vendita delle quote della Farmacia comunale e per destinare la struttura dell’ex Ceduc  a centro sportivo per i giovani. Non mancano, tra le note di doglianza del Comitato di liberazione, anche i riferimenti all’impiego dei soldi prelevati dalle tasche cittadini, sempre più “dissanguati”, per la tassa sui rifiuti e i relativi servizi per la pulizia.  

“Se l'iniziativa dovesse sortire l'effetto di una forte aggregazione attorno al tema per cui stiamo protestando” concludono dal Comitato, “risvegliando l’interesse del cittadino per la cosa pubblica,il Comitato potrà assumere una forma organizzata, in una delle possibili vesti dell'associazionismo, per proseguire la battaglia con iniziative incisive ed anche eclatanti per far sentire forte la protesta della nostra gente, che rivendica servizi efficienti a fronte di tasse sempre più esose da parte del Comune”. 

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