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Domenica, 19 Maggio 2024
Gallipoli Gallipoli

Pedane e lettini non autorizzati ai piedi dei bastioni. Intervento della guardia costiera

Controlli della capitaneria di porto lungo la riviera del centro storico. Liberata la scogliera. Sequestrati 700 ricci pescati nell'area marina protetta a Porto Cesareo

GALLIPOLI – Prosegue l’attività di controllo lungo la dorsale costiera da parte del personale della capitaneria di porto di Gallipoli e in questi ultimi giorni si è provveduto a restituire alla pubblica fruibilità una porzione di scogliera ai piedi dei bastioni del centro storico della città bella e a porre sotto sequestro un quantitativo di 700 ricci pescati nell’ambito dell’area marina protetta di Porto Cesareo.

Dalle verifiche  effettuate e verbalizzate lungo il tratto costiera di una delle riviere della città vecchia i  militari della guardia  costiera hanno riscontrato alcune irregolarità a seguito dell’occupazione risultata abusiva di circa cinquanta metri quadrati di scogliera sulla quale erano state posizionate pedane e passerelle in legno, nonché altre attrezzature ed arredi balneari. Di fatto, così come contestato dall’autorità marittima, in un tratto della scogliera era stato posto in essere un vero e proprio stabilimento balneare privo di qualsiasi titolo autorizzativo e privo di qualsiasi servizio di sicurezza ai bagnanti.

Nella serata di ieri invece, durante l’attività di vigilanza sulla filiera della pesca, i militari in servizio presso l’ufficio locale marittimo di Porto Cesareo, su segnalazione da parte dell’Area Marina Protetta, hanno proceduto  al sequestro di circa 700 ricci (successivamente rigettati in mare in quanto vivi e vitali) e delle attrezzature subacquee utilizzate. Il pescatore  è stato deferito all’autorità giudiziaria in quanto intento ad esercitare l’attività di pesca all’interno della zona integrale “A” dell’Area marina protetta di Porto Cesareo.

Gli stessi militari, coadiuvati dal personale veterinario della Asl di Copertino, nell’ambito del porticciolo nei pressi della banchina di rada di levante, hanno rinvenuto anche un retino immerso nell’acqua contenente circa 8 chili di calamari congelati. L’ipotesi al vaglio dei militari intervenuti e che gli stessi prodotti fossero pronti per essere venduti  ad ignari clienti come prodotti freschi e locali, configurando in questa modo il reato di tentata frode in commercio. Dopo l’ispezione sanitaria i prodotti ittici non sono risultati idonei al consumo e quindi posti sotto sequestro per cattivo stato di conservazione.

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