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Domenica, 23 Giugno 2024
Sentenza del 25 agosto

Appalto da 25 milioni di euro per la rete idrica: parola fine sul contenzioso

Nel 2021 Aqp ha indetto una gara, suddivisa per lotti, per un totale di 240 milioni di euro. Quello relativo alla parte centro orientale della provincia di Lecce è stato definitivamente assegnato alla Soci. Dichiarato improcedibile il ricorso della Idrovelox

ROMA – I giudici della Sezione Quinta del Consiglio di Stato hanno chiuso la partita relativa all’appalto per la gestione e manutenzione delle reti di Acquedotto pugliese nell’area centro orientale della provincia di Lecce dichiarando improcedibile il ricorso della Idrovelox di Carmiano contro il provvedimento di esclusione adottato nei suoi confronti dall’ente appaltante.

La vicenda ha origine a maggio del 2021 quando è stato pubblicato un bando per 14 gare a evidenza pubblica relative a tutti gli ambiti territoriali della Puglia, per un valore complessivo di 240 milioni di euro, con la precisazione che ciascun concorrente avrebbe potuto ottenere l’aggiudicazione di non più di due lotti.

Quelli corrispondenti ad alcuni ambiti delle province di Brindisi e di quella di Lecce (lotto 13 e 11) erano stati quindi aggiudicati all’associazione temporanea di imprese composta da Idrovelox (mandataria) e Ingallina Srl (mandante). Successivamente, nelle more della verifica da parte di Aqp del possesso effettivo dei requisiti dichiarati in sede di gara, la Soci, difesa dall’avvocato Luigi Quinto, aveva impugnato davanti al Tar il provvedimento di aggiudicazione del lotto numero 11 rilevando la carenza dei requisiti necessari per l’aggiudicazione contestuale dei due lotti.

Acquedotto Pugliese, anticipando comunque l’esito del ricorso, aveva quindi autonomamente deciso, in autotutela, di escludere l’Ati risultata prima in graduatoria e di avviare le procedure per l’aggiudicazione del lotto numero 11 in favore dell’Ati capeggiata da Italservizi 2000, che era al secondo posto. Sempre per ll limite dei due lotti nello stesso appalto, il lotto 11 è stato infine assegnato alla Soci che era nella prima posizione di graduatoria utile, avendo la Italservizi già vinto altre due gare. 

Il provvedimento di esclusione è stato però impugnato dalla Idrovelox, ma in primo grado il ricorso è stato ritenuto in parte inammissibile e in parte infondato. Si è giunti cosi al giudizio di appello e dopo l’udienza del 13 aprile scorso la causa è stata trattenuta per la decisione.

La sentenza è stata resa nota il 25 agosto: i giudici del Consiglio di Stato hanno confermato l’orientamento della giurisprudenza per il quale l’eventuale illegittimità dell’atto di esclusione non si ripercuote direttamente sul provvedimento successivo di aggiudicazione (che non è stato impugnato), quando questo è frutto di una nuova valutazione da parte della stazione appaltante.

L’appalto ha durata triennale e investe numerosi comuni della provincia di Lecce, tra i quali Maglie, Otranto, Gallipoli, Galatina, Corigliano d’Otranto, Muro, Zollino e Melendugno. In giudizio si sono costituiti anche Aqp con l’avvocato Massimo Gentile, Italservizi 2000 con Andrea Badanai e Ottavio Grandinetti e Conscoop con Alberto Clarizio e Anna Del Giudice. Le due imprese sono interessate alla conferma dell’esclusione di Idrovelox per la posizione acquisita nelle graduatorie degli altri lotti del medesimo appalto.

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