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Giovedì, 9 Dicembre 2021
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Cibo sano e gratuito: nasce la "Food forest" nel Parco Melissa Bassi

Il progetto è stato realizzato dall’associazione Fucina Salentina, vincitrice di un bando in collaborazione con il Comune di Lecce. La foresta, realizzata secondo i principi della permacultura, si estende per circa mille e 400 metri quadri

LECCE – Food forest come fonte di cibo ed elemento di resilienza per la comunità locale. Con questo spirito verrà inaugurata la mattina del 20 novembre, presso il Parco Melissa Bassi, la prima food forest di Lecce.

Il progetto è stato realizzato dall’associazione Fucina Salentina, vincitrice in collaborazione con il Comune di Lecce del  bando “Corpo europeo di solidarietà” promosso dall’Ue e insignita del premio “La città per il verde” nella sezione “Verde urbano” da Il Verde editoriale, editore della rivista tecnica “Acer” che si occupa di progettazione, costruzione, manutenzione, gestione del verde pubblico, sportivo, industriale e commerciale.

L'obiettivo del food forest, realizzato in un quartiere già sensibile al tema, considerato che all'interno esistono degli orti e un apiario urbani, è quello di restituire alla comunità locale una risorsa di cibo sano e gratuito, incentivando i cittadini a prendersi cura dello spazio circostante.

Il progetto ha permesso di formare anche 10 giovani partecipanti, under 30, sulle tecniche di permacultura e food forest.

Le caratteristiche della foresta

La foresta, realizzata secondo i principi della permacultura, in sinergia con l’ambiente naturale del Parco, si estende per circa mille e 400 metri quadri. Il terreno è stato lavorato tramite fresatura per consentire la rigenerazione del suolo; è stato distribuito del compost e sono stati progettati i filari di alberi intervallando alberi ad alto, medio e basso fusto, alberi e arbusti da supporto e colture da copertura.

Sono state introdotte e messe a dimora 62 differenti varietà di alberi da frutto: noci, peri, ciliegi, agrumi, percochi, susini, noccioli, feijoa, albicocchi, fichi, gelsi, kaki, melogranie goji, aggiungendo al suolo piccole quantità di micorrize per permettere una migliore associazione simbiotica tra i funghi del terreno e le radici dell'albero.

Sono stati piantati circa cento alberi e arbusti da supporto, tra cui eucalipto, lentisco, falso pepe, more senza spine, carissa macrocarpa, elaeagnus ebbingei, accanto agli alberi da frutto di diretto uso umano e colture da copertura, tra cui lippia repens, fragole.

La messa a dimora delle piante è stata effettuata sotto la guida del coach Giuseppe Sannicandro.

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